Santuario di Oropa – Oropa – Biella – PIEMONTE
L’antico tempio naturale della Madre Nera
Considerato fra i luoghi di culto più importanti delle Alpi, il Santuario di Oropa sorge a circa 1200 metri di altitudine su un vasto pianoro, simile a un anfiteatro naturale circondato dalle vette delle montagne, ed è ritenuto sacro sin da tempi remoti. Fu infatti centro spirituale femminile dedicato alla Grande Madre e alle sue manifestazioni naturali molto prima che il cristianesimo vi mettesse radici, costruendo le sue chiese.
I fedeli vi si recano per pregare e chiedere guarigione alla Madonna Nera, custodita all’interno della Basilica Antica, ma è raro che conoscano le origini del santuario e i suoi siti più magici e potenti, fatti di rocce millenarie, boschi e corsi d’acqua.
I centri più noti e frequentati del santuario sono infatti le due Basiliche, diverse per valore e importanza. La Basilica Antica, piccola e accogliente, risalente al 1600 – nata come voto fatto dalla Città di Biella durante la grave epidemia di peste avvenuta nel 1599 – e ultimata nel 1620, è da considerarsi l’edificio più rilevante; quella nuova, la Basilica Superiore, o Basilica Nuova, molto più spaziosa, è stata costruita alla fine del 1800 – la prima pietra venne posata nel 1885 – e consacrata nel 1960, con lo scopo di contenere comodamente il grande flusso di fedeli in visita al santuario, troppo numerosi per poter assistere alle funzioni nella piccola Basilica Antica.
Accanto alle due Basiliche si snoda il percorso del Sacro Monte, con le numerose cappelle disseminate sul versante della montagna, mentre all’interno del complesso, sul lato sinistro, si trovano gli appartamenti reali dei Savoia e il Museo dei Tesori di Oropa, nel quale sono custoditi i preziosi gioielli che, una volta ogni cento anni, adornano la statua della Madonna Nera durante il rituale dell’incoronazione.
I misteri più antichi di Oropa, però, sono legati alla terra su cui sorge il Santuario, ed emergono anche dalle varie leggende sulla sua origine e su quella dell’emblematica Madonna Nera.
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9 gennaio 2023
13 maggio 2019
La Prima Madre del Latte e la Dea Uccello
Tutto nasce da Lei, la Grande Madre arcaica, la fonte di ogni cosa partorita, germogliata, plasmata dalla Natura. Ogni cosa proviene da Lei, e a Lei tornerà, alla fine di ogni ciclo vitale, per poi riemergere nuovamente e rinascere – oppure rimanere nel Suo grembo d’armonia, se il ciclo delle vite si è concluso.
Ma ad ogni nascita, Lei nutre, e la prima fonte di nutrimento è il Latte che sgorga dolce dal suo seno.
In questi ultimi mesi ho parlato spesso e a lungo delle Madonne del Latte. Ne ho cercate e trovate molte, e la ricerca continuerà seguendo i miei ritmi naturali. Ho parlato molto del suo legame con la Grande Madre, con la primitiva Madre Nutrice, con il bianco latte che è il suo dono alle proprie figlie e ai propri figli, e col tempo scriverò una ricerca un po’ più approfondita, ma in questa giornata che è stata dedicata a tutte le madri – anche a coloro che semplicemente creano con Amore, senza per forza partorite un bambino – voglio fare solo un piccolo accenno alla chiave di tutto il lavoro fatto sinora, e di quello che ancora verrà.
La chiave che tutto unisce, e che rende più comprensibile a chi segue le antiche vie la figura della cristianizzata Madonna del Latte. Ebbene, la chiave è in questa statuetta, in quelle ad essa simili, così come al loro significato arcaico.
La prima Madre del Latte ha origini antichissime, la statuetta che la raffigura proviene da Gradac, in Ungheria, e risale al 5000 a.C. In questa statuetta il bambino succhia il latte dal seno della Madre, ed è curioso che il bimbo sia stato definito col volto d’uccello.
Ma ad ogni nascita, Lei nutre, e la prima fonte di nutrimento è il Latte che sgorga dolce dal suo seno.
In questi ultimi mesi ho parlato spesso e a lungo delle Madonne del Latte. Ne ho cercate e trovate molte, e la ricerca continuerà seguendo i miei ritmi naturali. Ho parlato molto del suo legame con la Grande Madre, con la primitiva Madre Nutrice, con il bianco latte che è il suo dono alle proprie figlie e ai propri figli, e col tempo scriverò una ricerca un po’ più approfondita, ma in questa giornata che è stata dedicata a tutte le madri – anche a coloro che semplicemente creano con Amore, senza per forza partorite un bambino – voglio fare solo un piccolo accenno alla chiave di tutto il lavoro fatto sinora, e di quello che ancora verrà.
La chiave che tutto unisce, e che rende più comprensibile a chi segue le antiche vie la figura della cristianizzata Madonna del Latte. Ebbene, la chiave è in questa statuetta, in quelle ad essa simili, così come al loro significato arcaico.
La prima Madre del Latte ha origini antichissime, la statuetta che la raffigura proviene da Gradac, in Ungheria, e risale al 5000 a.C. In questa statuetta il bambino succhia il latte dal seno della Madre, ed è curioso che il bimbo sia stato definito col volto d’uccello.
7 aprile 2019
Le Madri del Latte di Nosate
Le Vie del Latte
Alla scoperta delle antiche Madri del Latte
Chiesa di Santa Maria in Binda - Nosate - Milano – LOMBARDIA
La chiesetta che ho visitato ieri pomeriggio è davvero unica nel suo genere, e contiene qualcosa che non esiste in nessun altro luogo. È la chiesetta di Santa Maria in Binda, che sorge proprio accanto al Naviglio di Nosate, e al suo interno le raffigurazioni della Madonna sono a dir poco predominanti. La parete sinistra, infatti, mostra ben sette Madonne, definite “in Maestà”, una accanto all’altra, e di queste, le ultime tre sono tutte Madri del Latte. Tre Madri del Latte vicine, più altre quattro che le precedono, mentre di fronte la Madre in Trono è attorniata dai Re Magi che le offrono doni – in effetti la storia dice che li offrono al bambino, ma io l’ho percepita diversamente – e una Pietà.
La Madre è dappertutto, non vi è angolo, in questa piccola e antica chiesetta, nel quale non sia presente lei.
Inoltre, sotto alle Sette Madri, è raffigurata una Danza Macabra, nella quale scheletri e uomini laici e religiosi si alternano. Simbolo della temporaneità e fuggevolezza della vita, la Danza Macabra ricorda, in una lettura che mi permetto con un pochino di presunzione di personalizzare, che la materia è vacua e inconsistente, che il cammino interiore è umile e privo di sfarzo, e che lo scopo del cammino in vita è ricercare lo spirito, la voce dell’anima, l’unica che sopravvive alla Morte.
Alla scoperta delle antiche Madri del Latte
Chiesa di Santa Maria in Binda - Nosate - Milano – LOMBARDIA
La chiesetta che ho visitato ieri pomeriggio è davvero unica nel suo genere, e contiene qualcosa che non esiste in nessun altro luogo. È la chiesetta di Santa Maria in Binda, che sorge proprio accanto al Naviglio di Nosate, e al suo interno le raffigurazioni della Madonna sono a dir poco predominanti. La parete sinistra, infatti, mostra ben sette Madonne, definite “in Maestà”, una accanto all’altra, e di queste, le ultime tre sono tutte Madri del Latte. Tre Madri del Latte vicine, più altre quattro che le precedono, mentre di fronte la Madre in Trono è attorniata dai Re Magi che le offrono doni – in effetti la storia dice che li offrono al bambino, ma io l’ho percepita diversamente – e una Pietà.
La Madre è dappertutto, non vi è angolo, in questa piccola e antica chiesetta, nel quale non sia presente lei.
Inoltre, sotto alle Sette Madri, è raffigurata una Danza Macabra, nella quale scheletri e uomini laici e religiosi si alternano. Simbolo della temporaneità e fuggevolezza della vita, la Danza Macabra ricorda, in una lettura che mi permetto con un pochino di presunzione di personalizzare, che la materia è vacua e inconsistente, che il cammino interiore è umile e privo di sfarzo, e che lo scopo del cammino in vita è ricercare lo spirito, la voce dell’anima, l’unica che sopravvive alla Morte.
31 marzo 2019
La Madre del Latte di Paruzzaro
Le Vie del Latte
Alla scoperta delle antiche Madri del Latte
Chiesa di San Marcello - Paruzzaro - Novara - PIEMONTE
Una nuova breve gita in un luogo molto particolare, nel quale simboli di vita, nutrimento e soprattutto morte – dunque nutrimento oltre la morte e nuova vita – sono tutti uniti insieme.
Si tratta della bella chiesetta di San Marcello, costruita e gradualmente rinnovata fra il XI e il XVI secolo, che si trova all’interno del Cimitero di Paruzzaro, vicino ad Arona. Prima di entrare nella chiesa bisogna attraversare un breve tratto del cimitero, e in particolare un piccolo ossario.
L’interno della chiesetta è molto bello, la parete di destra è interamente affrescata, e osservando bene da vicino si nota che gli affreschi visibili sono stati fatti su altri affreschi precedenti, dato che alcuni pezzi di intonaco affrescato si sono staccati, rivelando altre figure sottostanti – e le due che si scorgono bene sono certamente due figure femminili, dato che sono visibili un pezzetto delle loro gonne.
Molto bella è Santa Liberata, con i due bambini in braccio, e altre figure sono senza dubbio interessanti.
Ma quella più importante è senza dubbio la Madonna del Latte, che è messa ben in risalto sulla parete di sinistra.
Alla scoperta delle antiche Madri del Latte
Chiesa di San Marcello - Paruzzaro - Novara - PIEMONTE
Una nuova breve gita in un luogo molto particolare, nel quale simboli di vita, nutrimento e soprattutto morte – dunque nutrimento oltre la morte e nuova vita – sono tutti uniti insieme.
Si tratta della bella chiesetta di San Marcello, costruita e gradualmente rinnovata fra il XI e il XVI secolo, che si trova all’interno del Cimitero di Paruzzaro, vicino ad Arona. Prima di entrare nella chiesa bisogna attraversare un breve tratto del cimitero, e in particolare un piccolo ossario.
L’interno della chiesetta è molto bello, la parete di destra è interamente affrescata, e osservando bene da vicino si nota che gli affreschi visibili sono stati fatti su altri affreschi precedenti, dato che alcuni pezzi di intonaco affrescato si sono staccati, rivelando altre figure sottostanti – e le due che si scorgono bene sono certamente due figure femminili, dato che sono visibili un pezzetto delle loro gonne.
Molto bella è Santa Liberata, con i due bambini in braccio, e altre figure sono senza dubbio interessanti.
Ma quella più importante è senza dubbio la Madonna del Latte, che è messa ben in risalto sulla parete di sinistra.
25 marzo 2019
La Madre del Latte di Massino Visconti
Le Vie del Latte
Alla scoperta delle antiche Madri del Latte
Chiesa di San Michele - Massino Visconti - Novara - PIEMONTE
Questa è una delle ultime Madonne del Latte che ho visto e di cui scriverò brevemente quest’anno. Dedico sempre un po’ di tempo a loro durante il periodo di Imbolc, e quest’anno questo tempo si è protratto molto perché ci tenevo a vederne il più possibile – apertura delle chiese permettendo, e infatti ne ho viste ben poche.
Non amo molto visitare chiese, le uniche che sopporto, e che anzi trovo piacevoli, sono proprio questi santuari campestri, ma sento che per quest’anno ne ho avuto abbastanza. Ho bisogno di dedicarmi ad altro e di purificarmi un pochino da tutto questo tripudio di cristianità, che mi soffoca e non mi fa stare bene.
Per questo, all’entusiasmo delle settimane passate, si è sostituita una lieve insofferenza, ma dato che avevo in mente di vederne ancora almeno un paio, ho rispettato il “programma” e oggi ho fatto una breve gita al borgo antico di Massino Visconti.
Questo paesino si affaccia sul Lago Maggiore, ma è abbastanza sopraelevato rispetto al lago, e devo dire che è davvero molto carino. Ma ciò che mi interessava di più era la bella Madonna del Latte conservata nella chiesa dedicata a San Michele Arcangelo.
La chiesetta, mi duole ammetterlo, è davvero un tripudio di patriarcato, e anche se gli affreschi sono davvero molto belli, non mi hanno lasciato addosso una bella sensazione. Naturalmente questo non vale per la splendida Madonna del Latte, e per la bella Sant'Agata a lei adiacente.
Alla scoperta delle antiche Madri del Latte
Chiesa di San Michele - Massino Visconti - Novara - PIEMONTE
Questa è una delle ultime Madonne del Latte che ho visto e di cui scriverò brevemente quest’anno. Dedico sempre un po’ di tempo a loro durante il periodo di Imbolc, e quest’anno questo tempo si è protratto molto perché ci tenevo a vederne il più possibile – apertura delle chiese permettendo, e infatti ne ho viste ben poche.
Non amo molto visitare chiese, le uniche che sopporto, e che anzi trovo piacevoli, sono proprio questi santuari campestri, ma sento che per quest’anno ne ho avuto abbastanza. Ho bisogno di dedicarmi ad altro e di purificarmi un pochino da tutto questo tripudio di cristianità, che mi soffoca e non mi fa stare bene.
Per questo, all’entusiasmo delle settimane passate, si è sostituita una lieve insofferenza, ma dato che avevo in mente di vederne ancora almeno un paio, ho rispettato il “programma” e oggi ho fatto una breve gita al borgo antico di Massino Visconti.
Questo paesino si affaccia sul Lago Maggiore, ma è abbastanza sopraelevato rispetto al lago, e devo dire che è davvero molto carino. Ma ciò che mi interessava di più era la bella Madonna del Latte conservata nella chiesa dedicata a San Michele Arcangelo.
La chiesetta, mi duole ammetterlo, è davvero un tripudio di patriarcato, e anche se gli affreschi sono davvero molto belli, non mi hanno lasciato addosso una bella sensazione. Naturalmente questo non vale per la splendida Madonna del Latte, e per la bella Sant'Agata a lei adiacente.
19 marzo 2019
La Madre del Latte di Mortara
Le Vie del Latte
Alla scoperta delle antiche Madri del Latte
Chiesa di Santa Maria del Campo - Madonna del Campo - Mortara - LOMBARDIA
Un'altra breve gita mi ha portata, pochi giorni fa, a incontrare questa piccola chiesa di campagna, che devo dirlo, è semplice e davvero molto molto bella. Ci sono andata credendo di trovare una Madonna del Latte… e ne ho trovate tre. Incredibile la presenza così numerosa delle antiche Madri lattifere in questo angolo di campagna.
La chiesetta di chiama “Santa Maria del Campo”, il paesino stesso si chiama “Madonna del Campo”, e come dice l’opuscolo della chiesa è la stessa Madonna del Latte ad essere qui – come in diversi altri paesini – soprannominata Madonna del Campo.
Questa associazione è davvero frequente e rivela che la figura della Madre del Latte nutrice e amorevole è strettamente connessa e identificata con l’ambiente della campagna, dei campi selvatici e coltivati, e in generale alla vita campestre. Forse perché in questa antica Dea Madre gli elementi del latte nutriente, dell’abbondanza, della maternità, della fertilità, così come dei frutti della terra, delle semplici coltivazioni degli uomini e dell’aspetto quiete e dolce delle campagne, sono tutti indispensabili e confluiscono insieme a ricreare un suo ritratto ancora più completo e significativo.
Madre del Latte e della Campagna allo stesso tempo, poiché sembra non poterci essere uno senza l’altra. Una Madre semplice, umile, conoscibile nelle donne, nella loro creatività dalle molte forme, e visibile nella pacifica bellezza degli scenari campestri…
Una Madre vicina al cuore delle persone, che si presta a cambiare aspetto e nome per poter continuare ad essere amata. E se non è più avvicinata in un boschetto immerso nei campi, ma in una chiesetta di campagna, forse a Lei poco importa…
Alla scoperta delle antiche Madri del Latte
Chiesa di Santa Maria del Campo - Madonna del Campo - Mortara - LOMBARDIA
Un'altra breve gita mi ha portata, pochi giorni fa, a incontrare questa piccola chiesa di campagna, che devo dirlo, è semplice e davvero molto molto bella. Ci sono andata credendo di trovare una Madonna del Latte… e ne ho trovate tre. Incredibile la presenza così numerosa delle antiche Madri lattifere in questo angolo di campagna.
La chiesetta di chiama “Santa Maria del Campo”, il paesino stesso si chiama “Madonna del Campo”, e come dice l’opuscolo della chiesa è la stessa Madonna del Latte ad essere qui – come in diversi altri paesini – soprannominata Madonna del Campo.
Questa associazione è davvero frequente e rivela che la figura della Madre del Latte nutrice e amorevole è strettamente connessa e identificata con l’ambiente della campagna, dei campi selvatici e coltivati, e in generale alla vita campestre. Forse perché in questa antica Dea Madre gli elementi del latte nutriente, dell’abbondanza, della maternità, della fertilità, così come dei frutti della terra, delle semplici coltivazioni degli uomini e dell’aspetto quiete e dolce delle campagne, sono tutti indispensabili e confluiscono insieme a ricreare un suo ritratto ancora più completo e significativo.
Madre del Latte e della Campagna allo stesso tempo, poiché sembra non poterci essere uno senza l’altra. Una Madre semplice, umile, conoscibile nelle donne, nella loro creatività dalle molte forme, e visibile nella pacifica bellezza degli scenari campestri…
Una Madre vicina al cuore delle persone, che si presta a cambiare aspetto e nome per poter continuare ad essere amata. E se non è più avvicinata in un boschetto immerso nei campi, ma in una chiesetta di campagna, forse a Lei poco importa…
14 marzo 2019
La Madre del Latte di Varallo
Le Vie del Latte
Alla scoperta delle antiche Madri del Latte
Collegiata di San Gaudenzio - Varallo Sesia - Vercelli - PIEMONTE
In questi giorni pensavo che non è affatto difficile far conoscere in modo veloce ed efficiente le moltissime Madri del Latte disseminate nel Nord Italia. È sufficiente raccoglierne le fotografie e condividerle, avendo cura di accompagnarle al nome di chi le ha scattate. Ma andare a cercare, una per una, quelle più belle, quelle che per qualche motivo affascinano di più e trasmettono maggiormente quella dolcezza che è propria di queste figure, è di certo tutt’altra cosa. Se ne trovano poche, pochissime, perché come ho già avuto modo di dire più volte, le chiese e le cappelle dove sono custodite sono quasi sempre chiuse, ma trovarsi al cospetto di questi affreschi così belli, così fini e antichi, con i loro colori appena sbiaditi, polverosi eppure ancora vivi, vale l’attesa, le difficoltà, la pazienza, e qualche volta il viaggio non brevissimo.
Proprio per incontrare una di queste bellissime Madri del Latte, sorella di quella che era stata affrescata, e successivamente trafugata, nel mio amato Santuario della Madonna del Latte di Gionzana, e di alcune delle altre Madri che sfilano lungo le sue pareti, sono andata alla grande Collegiata di Varallo domenica scorsa, cogliendo l’occasione per fare una breve gita pomeridiana in un paese che mi è caro.
Alla scoperta delle antiche Madri del Latte
Collegiata di San Gaudenzio - Varallo Sesia - Vercelli - PIEMONTE
In questi giorni pensavo che non è affatto difficile far conoscere in modo veloce ed efficiente le moltissime Madri del Latte disseminate nel Nord Italia. È sufficiente raccoglierne le fotografie e condividerle, avendo cura di accompagnarle al nome di chi le ha scattate. Ma andare a cercare, una per una, quelle più belle, quelle che per qualche motivo affascinano di più e trasmettono maggiormente quella dolcezza che è propria di queste figure, è di certo tutt’altra cosa. Se ne trovano poche, pochissime, perché come ho già avuto modo di dire più volte, le chiese e le cappelle dove sono custodite sono quasi sempre chiuse, ma trovarsi al cospetto di questi affreschi così belli, così fini e antichi, con i loro colori appena sbiaditi, polverosi eppure ancora vivi, vale l’attesa, le difficoltà, la pazienza, e qualche volta il viaggio non brevissimo.
Proprio per incontrare una di queste bellissime Madri del Latte, sorella di quella che era stata affrescata, e successivamente trafugata, nel mio amato Santuario della Madonna del Latte di Gionzana, e di alcune delle altre Madri che sfilano lungo le sue pareti, sono andata alla grande Collegiata di Varallo domenica scorsa, cogliendo l’occasione per fare una breve gita pomeridiana in un paese che mi è caro.
2 marzo 2019
Una Madre del Latte da salvare
Le Vie del Latte
Alla riscoperta delle antiche Madri del Latte
Chiesa di San Silvestro in Castro – Briona - Frazione Proh - Novara - PIEMONTE
Pochi giorni fa, sull’onda dell’entusiasmo – e di un sogno che avevo fatto la notte prima – ho deciso di andare a visitare una chiesetta sconsacrata e interdetta, perché sta letteralmente crollando, in un paesino non lontano da qui. La chiesetta risultava chiusa e inagibile, però mi era stato detto che forse si poteva accedere da una porta laterale malmessa, e io ci tenevo tanto a vedere un affresco splendido, eppure in totale rovina, raffigurante una Madonna del Latte estremamente regale, molto più simile a una Dea che a una Madonna.
Quindi, con quella dose di incoscienza che il più delle volte mi ha portata a correre pericoli assolutamente evitabili, ho deciso di combinare anche questa.
Arrivata sul posto, mi sono subito stupita dalla posizione della chiesetta, che sorge su una collinetta e si raggiunge tramite una breve salita e alcune scale. Considerando che si trova in una piccolissima frazione di Briona – uno dei toponimi legati alla collina e alla Dea Briga – la cosa mi è sembrata subito interessante, soprattutto perché proprio su quella collina si trova l’affresco della Madre del Latte. Due elementi che, insieme, rivelano e rafforzano la presenza del sacro femminino nel luogo.
Alla riscoperta delle antiche Madri del Latte
Chiesa di San Silvestro in Castro – Briona - Frazione Proh - Novara - PIEMONTE
Pochi giorni fa, sull’onda dell’entusiasmo – e di un sogno che avevo fatto la notte prima – ho deciso di andare a visitare una chiesetta sconsacrata e interdetta, perché sta letteralmente crollando, in un paesino non lontano da qui. La chiesetta risultava chiusa e inagibile, però mi era stato detto che forse si poteva accedere da una porta laterale malmessa, e io ci tenevo tanto a vedere un affresco splendido, eppure in totale rovina, raffigurante una Madonna del Latte estremamente regale, molto più simile a una Dea che a una Madonna.
Quindi, con quella dose di incoscienza che il più delle volte mi ha portata a correre pericoli assolutamente evitabili, ho deciso di combinare anche questa.
Arrivata sul posto, mi sono subito stupita dalla posizione della chiesetta, che sorge su una collinetta e si raggiunge tramite una breve salita e alcune scale. Considerando che si trova in una piccolissima frazione di Briona – uno dei toponimi legati alla collina e alla Dea Briga – la cosa mi è sembrata subito interessante, soprattutto perché proprio su quella collina si trova l’affresco della Madre del Latte. Due elementi che, insieme, rivelano e rafforzano la presenza del sacro femminino nel luogo.
25 febbraio 2019
Alla ricerca delle Madri del Latte
Le Vie del Latte
Alla ricerca delle antiche Madri del Latte
Forse qualcuna/o ricorderà il primo intervento sulle Madonne del Latte di questa pagina, dove segnalavo la ricerca estremamente interessante dei creatori della pagina FB e del portale "I Viaggiatori Ignoranti", che avevano iniziato una corposa raccolta di immagini e itinerari dedicati alle Madonne del Latte di tutta Italia.
Ebbene, da poco è nato un sito per questo progetto, con le varie segnalazioni di dove ogni affresco si trovi.
Lo segnalo con gioia perchè è un lavoro eccezionale!
La Madonna del Latte: http://lamadonnadellatte.blogspot.com/
Alla ricerca delle antiche Madri del Latte
Forse qualcuna/o ricorderà il primo intervento sulle Madonne del Latte di questa pagina, dove segnalavo la ricerca estremamente interessante dei creatori della pagina FB e del portale "I Viaggiatori Ignoranti", che avevano iniziato una corposa raccolta di immagini e itinerari dedicati alle Madonne del Latte di tutta Italia.
Ebbene, da poco è nato un sito per questo progetto, con le varie segnalazioni di dove ogni affresco si trovi.
Lo segnalo con gioia perchè è un lavoro eccezionale!
La Madonna del Latte: http://lamadonnadellatte.blogspot.com/
Le Madri del Latte di Briona
Le Vie del Latte
Alla riscoperta delle antiche Madri del Latte
Oratorio di San Bernardo - Briona - Novara - PIEMONTE
Siamo circondate/i di Madri del Latte, lo siamo davvero. In Piemonte, e soprattutto nel novarese, ce ne sono tantissime… eppure per quante siano, sparse in ogni dove, riuscire a vederle è spesso molto difficile, perché i luoghi di culto nei quali si trovano sono quasi sempre chiusi, o aperti soltanto in certe festività.
Così oggi, cercando Madri del Latte nel paesino di Briona, e sapendo bene che erano presenti in ben tre chiesette su quattro, non sono riuscita a vederne bene nemmeno una, perché tutte le chiese erano rigorosamente chiuse. Anche il piccolissimo Oratorio di San Bernardo, che le indicazioni segnalavano come “sempre aperto” era chiuso, e tristemente utilizzato come deposito di sedie, statue, tavolacci di legno e vecchie decorazioni natalizie. Un oratorio del XIV-XV secolo, con affreschi davvero splendidi, diventato quasi una sorta di sgabuzzino. Questo mi ha davvero rattristata...
Per questo, oggi sono riuscita a scattare solo qualche fotografia, a fatica, attraverso le sbarre di ferro delle piccole finestrelle dell’Oratorio, e anche se sono venute meglio di quanto sperassi, è comunque stata una delusione non poter osservare da vicino queste figure così potenti, e non poterne vedere una che mi interessava molto, ma che era in una posizione irraggiungibile anche dall’obiettivo e dallo zoom.
Alla riscoperta delle antiche Madri del Latte
Oratorio di San Bernardo - Briona - Novara - PIEMONTE
Siamo circondate/i di Madri del Latte, lo siamo davvero. In Piemonte, e soprattutto nel novarese, ce ne sono tantissime… eppure per quante siano, sparse in ogni dove, riuscire a vederle è spesso molto difficile, perché i luoghi di culto nei quali si trovano sono quasi sempre chiusi, o aperti soltanto in certe festività.
Così oggi, cercando Madri del Latte nel paesino di Briona, e sapendo bene che erano presenti in ben tre chiesette su quattro, non sono riuscita a vederne bene nemmeno una, perché tutte le chiese erano rigorosamente chiuse. Anche il piccolissimo Oratorio di San Bernardo, che le indicazioni segnalavano come “sempre aperto” era chiuso, e tristemente utilizzato come deposito di sedie, statue, tavolacci di legno e vecchie decorazioni natalizie. Un oratorio del XIV-XV secolo, con affreschi davvero splendidi, diventato quasi una sorta di sgabuzzino. Questo mi ha davvero rattristata...
Per questo, oggi sono riuscita a scattare solo qualche fotografia, a fatica, attraverso le sbarre di ferro delle piccole finestrelle dell’Oratorio, e anche se sono venute meglio di quanto sperassi, è comunque stata una delusione non poter osservare da vicino queste figure così potenti, e non poterne vedere una che mi interessava molto, ma che era in una posizione irraggiungibile anche dall’obiettivo e dallo zoom.
13 febbraio 2019
La Madonna dal Seno sprizzante Latte
Aggiornamenti sul Santuario della Madonna del Latte - Gionzana - Novara - PIEMONTE
La Madonna dal Seno sprizzante Latte
A volte siamo talmente abituate/i a vedere ciò che abbiamo davanti, che non lo guardiamo veramente, e spesso la differenza fra vedere e guardare è molto netta.
Oggi, nonostante una leggera ma debilitante influenza, sono tornata al Santuario della Madonna del Latte. La luce del sole era intensa e brillante, e al di là della voglia di ritornare in quel posto così particolare e caro, avevo la chiara sensazione che ci fosse ancora qualcosa di importante da scoprire al suo interno.
Sono rimasta dentro a lungo, cercando di intuire – ma forse sarebbe meglio dire a “fantasticare” – su cosa dovesse essere raffigurato accanto alla Madonna del Latte, sottratta da tempo, nella parte della parete completamente staccata. Forse un’altra immagine della Madonna, a rivelare ancora di più la predominanza e il potere del sacro femminino arcaico presente nel luogo, e un tempo pienamente riconosciuto e onorato. O forse una santa altrettanto evocativa… Mi sono persa nei pensieri, riflettendo sulla possibilità di rivolgermi a qualche anziana/o del paese per chiedere se ricordasse, e potesse raccontarmi, ciò che altrimenti non mi è dato sapere, ma mentre la mente viaggiava libera, qualcosa dentro di me mi ha suggerito di “guardare meglio”. Guardare meglio ciò che era rimasto, ed era ben visibile agli occhi, prima di perdermi davanti a una parete vuota.
La Madonna dal Seno sprizzante Latte
A volte siamo talmente abituate/i a vedere ciò che abbiamo davanti, che non lo guardiamo veramente, e spesso la differenza fra vedere e guardare è molto netta.
Oggi, nonostante una leggera ma debilitante influenza, sono tornata al Santuario della Madonna del Latte. La luce del sole era intensa e brillante, e al di là della voglia di ritornare in quel posto così particolare e caro, avevo la chiara sensazione che ci fosse ancora qualcosa di importante da scoprire al suo interno.
Sono rimasta dentro a lungo, cercando di intuire – ma forse sarebbe meglio dire a “fantasticare” – su cosa dovesse essere raffigurato accanto alla Madonna del Latte, sottratta da tempo, nella parte della parete completamente staccata. Forse un’altra immagine della Madonna, a rivelare ancora di più la predominanza e il potere del sacro femminino arcaico presente nel luogo, e un tempo pienamente riconosciuto e onorato. O forse una santa altrettanto evocativa… Mi sono persa nei pensieri, riflettendo sulla possibilità di rivolgermi a qualche anziana/o del paese per chiedere se ricordasse, e potesse raccontarmi, ciò che altrimenti non mi è dato sapere, ma mentre la mente viaggiava libera, qualcosa dentro di me mi ha suggerito di “guardare meglio”. Guardare meglio ciò che era rimasto, ed era ben visibile agli occhi, prima di perdermi davanti a una parete vuota.
10 febbraio 2019
La Madre del Latte di Gionzana - Aggiornamenti
Aggiornamenti sul Santuario della Madonna del Latte - Gionzana - Novara - PIEMONTE
In questi ultimi giorni, approfittando del periodo dedicato alle Madri del Latte, alla grande Dea Brighid, e alla festività del fuoco, delle candele, della lattazione degli agnelli, della purificazione e del primo risveglio che avviene nel cuore della grotta, sono tornata alcune volte al vicino Santuario della Madonna del Latte di Gionzana, luogo in cui ho trascorso tante giornate della mia infanzia e che negli ultimi anni è stato parte delle mie ricerche, rivelandosi uno dei luoghi più importanti del culto delle antiche Matronae e di Diana.
Ne ho già parlato qualche anno fa – riporto la prima ricerca qui condivisa nel link in fondo a questo intervento – ma vorrei spendere ancora qualche parola a riguardo, ricollegando tutti gli elementi e cercando di trarre una conclusione ipotetica ma davvero ispirante e soprattutto, oggettivamente realistica.
In questo luogo, che si trova nelle campagne del Novarese, è stato rinvenuto un cippo dedicato a Diana – ora conservato ai Musei della Canonica di Novara – e la chiesetta, sorta nel XIV secolo, è letteralmente piena di raffigurazioni della Madonna, molto più di tante chiese simili. Ogni parete mostra più di una raffigurazione della Madre divina, in trono, e famoso era l’affresco, purtroppo staccato dal muro e rubato negli anni ’70, della Madonna del Latte. Fino a poco tempo fa, al suo posto era presente su un cavalletto l’ingrandimento di una sua fotografia originale, ora purtroppo sostituito da una riproduzione che dell’originale non conserva nulla – e dunque anche l’immagine stessa dell’affresco originale non è più reperibile in alcun modo, tranne nelle fotografie, che per fortuna sono numerose, soprattutto su questa pagina.
Ciò che colpisce è la grande presenza del sacro femminile in questo antico luogo di culto, nato in una zona certamente dedicata a Diana, e come si deduce, alle Matronae – da cui sono nate proprio le successive Madri del Latte.
In questi ultimi giorni, approfittando del periodo dedicato alle Madri del Latte, alla grande Dea Brighid, e alla festività del fuoco, delle candele, della lattazione degli agnelli, della purificazione e del primo risveglio che avviene nel cuore della grotta, sono tornata alcune volte al vicino Santuario della Madonna del Latte di Gionzana, luogo in cui ho trascorso tante giornate della mia infanzia e che negli ultimi anni è stato parte delle mie ricerche, rivelandosi uno dei luoghi più importanti del culto delle antiche Matronae e di Diana.
Ne ho già parlato qualche anno fa – riporto la prima ricerca qui condivisa nel link in fondo a questo intervento – ma vorrei spendere ancora qualche parola a riguardo, ricollegando tutti gli elementi e cercando di trarre una conclusione ipotetica ma davvero ispirante e soprattutto, oggettivamente realistica.
In questo luogo, che si trova nelle campagne del Novarese, è stato rinvenuto un cippo dedicato a Diana – ora conservato ai Musei della Canonica di Novara – e la chiesetta, sorta nel XIV secolo, è letteralmente piena di raffigurazioni della Madonna, molto più di tante chiese simili. Ogni parete mostra più di una raffigurazione della Madre divina, in trono, e famoso era l’affresco, purtroppo staccato dal muro e rubato negli anni ’70, della Madonna del Latte. Fino a poco tempo fa, al suo posto era presente su un cavalletto l’ingrandimento di una sua fotografia originale, ora purtroppo sostituito da una riproduzione che dell’originale non conserva nulla – e dunque anche l’immagine stessa dell’affresco originale non è più reperibile in alcun modo, tranne nelle fotografie, che per fortuna sono numerose, soprattutto su questa pagina.
Ciò che colpisce è la grande presenza del sacro femminile in questo antico luogo di culto, nato in una zona certamente dedicata a Diana, e come si deduce, alle Matronae – da cui sono nate proprio le successive Madri del Latte.
20 febbraio 2017
Le Madri del Latte di Lenta
Le Vie del Latte
Alla riscoperta delle antiche Madri del Latte
Chiesetta della Madonna dei Campi o di Santa Maria dei Campi – Lenta – Vercelli – PIEMONTE
Come ogni anno in questo periodo, quando la Bianca Madre del Latte e delle Acque regna sull’approssimarsi del Risveglio della Terra, mi piace dedicare alcune giornate alla ricerca sulle Madri del Latte, di cui ho scritto tante volte. Le varie Madonne del Latte, sparse in moltissimi luoghi del Nord Italia, spesso all’interno di antiche chiesette e santuari isolati in mezzo alle campagne, sono infatti il volto che la Grande Madre Nutrice ha assunto durante l’età cristiana.
Ieri sono finalmente riuscita a visitare un importante quanto ignorato santuario in provincia di Vercelli, nel paesino di Lenta. La chiesetta è molto dimessa e sono rimaste pochissime tracce degli antichi affreschi che la decoravano – rivelando anche la natura delle divinità adorate nel territorio prima che i cristiani edificassero i loro edifici religiosi per coprire il culto antico e sostituirlo con quello nuovo – ma colpisce molto la presenza di ben due Madonne del Latte - una delle quali purtroppo quasi del tutto distrutta - affrescate nella navata absidata più antica, affiancate da una bellissima Santa Lucia. È raro trovare più di una Madonna del Latte nella stessa chiesa, e questo significa che la presenza della Madre Lattifera nella zona era davvero molto forte; inoltre Santa Lucia rivela anche la probabile presenza di culto della luce e della guarigione.
Alla riscoperta delle antiche Madri del Latte
Chiesetta della Madonna dei Campi o di Santa Maria dei Campi – Lenta – Vercelli – PIEMONTE
Come ogni anno in questo periodo, quando la Bianca Madre del Latte e delle Acque regna sull’approssimarsi del Risveglio della Terra, mi piace dedicare alcune giornate alla ricerca sulle Madri del Latte, di cui ho scritto tante volte. Le varie Madonne del Latte, sparse in moltissimi luoghi del Nord Italia, spesso all’interno di antiche chiesette e santuari isolati in mezzo alle campagne, sono infatti il volto che la Grande Madre Nutrice ha assunto durante l’età cristiana.
Ieri sono finalmente riuscita a visitare un importante quanto ignorato santuario in provincia di Vercelli, nel paesino di Lenta. La chiesetta è molto dimessa e sono rimaste pochissime tracce degli antichi affreschi che la decoravano – rivelando anche la natura delle divinità adorate nel territorio prima che i cristiani edificassero i loro edifici religiosi per coprire il culto antico e sostituirlo con quello nuovo – ma colpisce molto la presenza di ben due Madonne del Latte - una delle quali purtroppo quasi del tutto distrutta - affrescate nella navata absidata più antica, affiancate da una bellissima Santa Lucia. È raro trovare più di una Madonna del Latte nella stessa chiesa, e questo significa che la presenza della Madre Lattifera nella zona era davvero molto forte; inoltre Santa Lucia rivela anche la probabile presenza di culto della luce e della guarigione.
30 marzo 2016
La Madre del Latte di Landiona
Le Vie del Latte
Alla riscoperta delle antiche Madri del Latte
Santuario della Madonna dei Campi – Landiona – Novara – PIEMONTE
Proseguono le ricerche sulle splendide Madri del Latte e oggi finalmente ho potuto visitare il Santuario della Madonna dei Campi di Landiona, che apre soltanto il giorno di Pasquetta e in alcune altre rarissime occasioni. Questo santuario, risalente al XII secolo circa, è poco conosciuto ma importantissimo, perché contiene due affreschi fra i più belli e significativi.
Il primo ovviamente è quello che raffigura una splendida e dolcissima Madonna del Latte, fra le più amorevoli e delicate che abbia visto. Il suo volto è sorridente, a differenza di tante altre raffigurazioni simili, e il bimbo beve avidamente dal suo seno rotondo tenendolo fra le manine.
La dolcezza che questa Madonna trasmette dagli occhi, dall’inclinazione della testa, è molto umana, molto naturale, e si sente a pelle. Intorno a lei sono dipinti i fiori di melograno e in lei si riconosce davvero uno degli aspetti più teneri e semplici della Grande Madre antica, molto diversa dalle tipiche raffigurazioni mariane, spesso austere o tristi e dimesse. Purtroppo l’affresco è stato rovinato per la creazione successiva della finestrella sottostante.
Alla riscoperta delle antiche Madri del Latte
Santuario della Madonna dei Campi – Landiona – Novara – PIEMONTE
Proseguono le ricerche sulle splendide Madri del Latte e oggi finalmente ho potuto visitare il Santuario della Madonna dei Campi di Landiona, che apre soltanto il giorno di Pasquetta e in alcune altre rarissime occasioni. Questo santuario, risalente al XII secolo circa, è poco conosciuto ma importantissimo, perché contiene due affreschi fra i più belli e significativi.
Il primo ovviamente è quello che raffigura una splendida e dolcissima Madonna del Latte, fra le più amorevoli e delicate che abbia visto. Il suo volto è sorridente, a differenza di tante altre raffigurazioni simili, e il bimbo beve avidamente dal suo seno rotondo tenendolo fra le manine.
La dolcezza che questa Madonna trasmette dagli occhi, dall’inclinazione della testa, è molto umana, molto naturale, e si sente a pelle. Intorno a lei sono dipinti i fiori di melograno e in lei si riconosce davvero uno degli aspetti più teneri e semplici della Grande Madre antica, molto diversa dalle tipiche raffigurazioni mariane, spesso austere o tristi e dimesse. Purtroppo l’affresco è stato rovinato per la creazione successiva della finestrella sottostante.
25 gennaio 2016
La Madre del Latte di Gionzana
Le Vie del Latte
Alla riscoperta delle antiche Madri del Latte
Santuario della Madonna del Latte – Gionzana – Novara - PIEMONTE
In questo tempo dell’anno, in cui la candida Brighid, protettrice del latte e della lattazione di animali – specialmente pecore – e donne, vorrei dedicare alcune delle mie ricerche alle antichissime Madri del Latte, che sopravvivono oggi nella figura delle varie Madonne del Latte, i cui santuari sempre molto antichi sorgono su luoghi un tempo legati alle Matronae, dunque alle Grandi Madri, e alle divinità femminili delle acque guaritive.
Per percorrere questo viaggio occorre “guardare attraverso il velo”, ovvero cercare di posare lo sguardo oltre il velo della cristianità, per riconoscere gli antichi simboli e gli indizi che ci parlano dei culti femminili pre-cristiani, e specialmente dei culti della Madre del Nutrimento, la Madre che Allatta, nutre e veglia sui suoi figli.
Naturalmente la prima tappa di questo viaggio non può che cominciare da un luogo a me molto vicino, al quale sin da bambina sono sempre stata affezionata.
Si tratta del Santuario della Madonna del Latte, vicino a Gionzana, nelle campagne del novarese.
Cosa collega questo luogo agli antichi culti femminili?
Alla riscoperta delle antiche Madri del Latte
Santuario della Madonna del Latte – Gionzana – Novara - PIEMONTE
In questo tempo dell’anno, in cui la candida Brighid, protettrice del latte e della lattazione di animali – specialmente pecore – e donne, vorrei dedicare alcune delle mie ricerche alle antichissime Madri del Latte, che sopravvivono oggi nella figura delle varie Madonne del Latte, i cui santuari sempre molto antichi sorgono su luoghi un tempo legati alle Matronae, dunque alle Grandi Madri, e alle divinità femminili delle acque guaritive.
Per percorrere questo viaggio occorre “guardare attraverso il velo”, ovvero cercare di posare lo sguardo oltre il velo della cristianità, per riconoscere gli antichi simboli e gli indizi che ci parlano dei culti femminili pre-cristiani, e specialmente dei culti della Madre del Nutrimento, la Madre che Allatta, nutre e veglia sui suoi figli.
Naturalmente la prima tappa di questo viaggio non può che cominciare da un luogo a me molto vicino, al quale sin da bambina sono sempre stata affezionata.
Si tratta del Santuario della Madonna del Latte, vicino a Gionzana, nelle campagne del novarese.
Cosa collega questo luogo agli antichi culti femminili?
8 febbraio 2015
Le antiche Madri del Latte
Le Madonne del Latte sono un'eco molto forte dell'antico culto della Dea Madre, la Nutrice della Vita, Colei che partorisce tutto ciò che nasce sulla Terra e che lo nutre grazie al sacro latte. Le Madri del Latte erano onorate soprattutto nei luoghi in cui scorrevano sorgenti lattifere e nelle grotte del latte, dove dalle "mammelle di roccia" (stalattiti) colava l'acqua che per l'alta presenza di carbonato di calcio appariva lattiginosa, bianca, e donava alle puerpere una maggiore montata lattea.
Questi luoghi erano dunque sacri alla Madre Lattifera (Portatrice di Latte), la Dea Nutrice, la Dea dalle Mammelle piene di Latte.
Le donne soprattutto la onoravano dopo il parto e "succhiavano" dai suoi seni rocciosi il suo latte, oppure lo bevevano attingendo alle piccole coppelle che il ripetuto gocciolamento del liquido creava sulla superficie rocciosa sottostante. Dopo aver bevuto, esse lasciavano offerte votive, fra cui statuette femminili che ripetevano la forma della Dea Madre dalle forme morbide e accentuate.
Questi luoghi erano dunque sacri alla Madre Lattifera (Portatrice di Latte), la Dea Nutrice, la Dea dalle Mammelle piene di Latte.
Le donne soprattutto la onoravano dopo il parto e "succhiavano" dai suoi seni rocciosi il suo latte, oppure lo bevevano attingendo alle piccole coppelle che il ripetuto gocciolamento del liquido creava sulla superficie rocciosa sottostante. Dopo aver bevuto, esse lasciavano offerte votive, fra cui statuette femminili che ripetevano la forma della Dea Madre dalle forme morbide e accentuate.
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