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7 febbraio 2020

Le Undici Madri di Biandrate

Biandrate – Novara – PIEMONTE
Le Undici Madri di Biandrate

Una storia che dovrà essere riscritta, quella degli insediamenti umani neolitici del Piemonte orientale: diciotto mesi di scavi archeologici in località Brietta Pievi di Biandrate si sono conclusi con il ritrovamento di reperti che risalgono a 7000 anni fa, tra i quali anche una ben conservata “Venere seduta”.”

Queste le prime righe di un bell’articolo di Roberto Lodigiano, apparso ieri – 6 Febbraio 2020 – sul giornale La Stampa.
I lavori di scavo erano attivi da un anno e mezzo, proseguiti oltre la prima data di chiusura dopo aver ottenuto un prolungamento che ha permesso alle archeologhe di scavare ancora più in profondità – senza fermarsi ai resti della fattoria di epoca romana – per riportare alla luce i reperti neolitici.
Dopo aver trovato nel 2018 quattro accette neolitiche in pietra verde e una splendida fibula di bronzo a forma di pantera, con inserti di smalto colorato (II-III secolo d.C.), ecco emergere le preziosissime scoperte: undici statuette fittili di argilla dai lineamenti femminili.
Una di queste è completamente integra e in posizione seduta, pertanto è stata chiamata “la Venere seduta” di Biandrate.
Questo genere di statuette, prosegue il giornalista, sono più comuni nella zona dei Balcani, e per quanto riguarda l’Italia sono note nel Centro e nel Sud Italia, lungo la costa adriatica. Ciò che caratterizza l’estrema importanza di questo sito, infatti, è che reperti di questo tipo non “erano mai stati ritrovati così numerosi nella pianura (…).”

24 gennaio 2020

La Dea Cervo di Aosta

Museo Archeologico Regionale – Aosta – VALLE D'AOSTA
La Dea Cervo valdostana


Il tempo dell’emersione dal sonno sta arrivando, e anche questa pagina, rimasta dormiente a lungo, si risveglia e si rinnova.
Durante questi mesi le ricerche sono continuate, ho viaggiato con il corpo e con la mente, ho potuto conoscere tanti nuovi argomenti, tante suggestioni e ispiranti frammenti del sacro femminino che fa parte del nostro passato.
In una delle mie gite dedicate alla ricerca sul territorio sono stata ad Aosta, allo splendido Museo Archeologico Regionale, che vi consiglio vivamente di andare a vedere perché è unico nel suo genere.
Non voglio soffermarmi sul suo bellissimo percorso labirintico e su tutti i tesori che custodisce, perché ne ho parlato nel mio Diario di Viaggio – se volete, lo trovate qui – ma su ciò che più di tutto concerne la mia ricerca e l’argomento sul quale si basa questa pagina: la Grande Madre.
Una parte del museo è infatti dedicata ai culti valdostani, in particolare aostani, ovvero alle preziosissime statuette, alle steli votive, e ai simboli cultuali rinvenuti nel territorio di Aosta.
Premettendo che tutte queste divinità sono passate attraverso la interpretatio romana, e che quindi celano sotto la superficie del loro nome romano divinità precedenti, celtiche o pre-celtiche, che per la somiglianza con alcune specifiche attitudini delle dee romane vennero in tal modo rinominate, possiamo affermare che ad Aosta si venerassero la boschiva Diana, Fortuna e Luna, poi le grandi Matronae, l’amorosa Venere, la ieratica Giunone e addirittura Iside, per la presenza di un uccello dal volto femminile incoronato, in tutto simile a quelli mediterranei.
Ma colei su cui voglio soffermarmi di più è la dea che viene chiamata Giunone, ma che dal reperto ad essa attribuito ricorda qualcosa di molto diverso.

20 aprile 2018

Il Sacro Femminino nella Lomellina

Museo Archeologico Nazionale della Lomellina - Vigevano - Pavia - LOMBARDIA
Il Sacro Femminino nella Lomellina

Finalmente ieri mattina ho fatto visita al Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, allestito in uno dei meravigliosi porticati interni del Castello Sforzesco di Vigevano, Pavia. Credo che, come ambientazione, sia forse uno dei musei più belli che abbia visto. I reperti sono belli, ma più che altro il luogo in cui il museo è allestito è veramente stupendo. Consiglio davvero di andarci, ovviamente passando per la magnifica Piazza Ducale.
Tornando ai reperti, ciò che mi interessava di più, come sempre, erano le statuette votive e tutto ciò che concerne gli antichi culti del luogo. Alcune statuette erano simili a quelle rinvenute in altri posti, come Minerva accanto all’ara delle offerte, praticamente identica a quelle trovate nel biellese; mentre altre erano diverse e uniche. In particolare mi ha colpita una statuetta che è descritta semplicemente come “Figura femminile ammantata”. Ha un portamento e qualcosa di particolare che mi ha fatto pensare potesse essere la raffigurazione di una sacerdotessa.

14 aprile 2018

Dee, Specchi e Spade sommerse

Museo del Territorio Biellese - Biella - PIEMONTE
Dee, Specchi e Spade sommerse

Le giornate di pioggia sono il momento migliore per visitare musei, specialmente quelli che contengono i segni del nostro passato e delle nostre radici.
La visita al Museo del Territorio Biellese, presso il Chiostro di San Sebastiano a Biella, è uno di questi luoghi, e mi ha stupita per la quantità di piccole e grande Dee, che dimostrano una fervida spiritualità legata al femminile di tutta la zona biellese. Quella che condivido è una selezione di fotografie che ho scattato ieri, nelle quali appaiono alcune Dee Fortuna, uno splendido busto di Minerva con la Gorgone sul petto, Diana e una splendida figurina alata, priva di indicazione, che presumo possa essere Vittoria.
Secondo me è degna di nota anche la stele dedicata a Septicia Marcellina, “Sacerdotessa delle imperatrici divinizzate”, la quale dimostra che anche nel biellese era in uso divinizzare alcune donne imperatrici, particolarmente amate.

14 febbraio 2018

Matronae, Dee e Sorellanze Sacerdotali

Museo di Antichità di Torino - Torino e territorio piemontese - PIEMONTE
Matronae, Dee, Donne devote e Sorellanze Sacerdotali

Dopo alcuni mesi di silenzio, sono felice di avere nuovo materiale per questa mia pagina.
Ieri finalmente sono stata al Museo di Antichità di Torino, tralasciando tutte le sale rinascimentali più gettonate e concentrandomi solo sulla parte archeologica, che preferisco. Il museo è diviso in due zone, una, in pietra molto suggestiva, dove sono conservati antichi reperti sulla Torino antica, abitata dai Taurini e da altri popoli, l’altra, molto estesa e ricca, dedicata in generale alla zona piemontese.
Per mio particolare interesse mi sono concentrata solo su ciò che concerne i culti femminili, e ciò che ho potuto vedere sono reperti di grande importanza. Sono presenti molti cippi dedicati alle Matronae, in particolare le meravigliose Matronae di Avigliana, nonché frammenti ceramici anch’essi dedicati a queste Madri della Natura e delle genti. Inoltre erano presenti molti cippi raffiguranti la Dea Vittoria alata, e dediche a Diana. Splendidi i bronzetti di Minerva, Vittoria, Iside e Fortuna, e il preziosissimo pettinino antropomorfo – femminile – rinvenuto nel Lago di Viverone (Biella) insieme a molti spilloni per capelli, pettinini, ornamenti e altri piccoli reperti prevalentemente femminili.

31 marzo 2017

Le Matronae e le antiche donne del Vercellese

Museo Archeologico di Vercelli – Vercelli – PIEMONTE
Le Matronae e la Grande Madre

Alcune belle sorprese dal Museo Archeologico di Vercelli, per conoscere anche qui la presenza della Dea Madre in epoca antica. Fra i reperti più belli sono presenti le divinità femminili che erano venerate in questo territorio. Abitata in origine dai Libui, una popolazione celtica, la zona di Vercelli venne presto romanizzata, pur mantenendo alcune delle divinità dei suoi primi abitanti. Due reperti – più un terzo di cui parlerò a breve – sono forse i più significativi per delineare il culto femminile: una statuetta che rappresenta una Madre divina, e una ceramica, purtroppo frammentaria, con raffigurazione delle Matronae, in questo caso accompagnate da una figura maschile identificata con Mercurio.
Le Matronae erano fra le divinità più antiche e più venerate della Cisalpina, e moltissime sono le iscrizioni a loro dedicate, ritrovate anche nel vercellese.

29 marzo 2017

La Sacerdotessa di Sesto Calende

Museo Archeologico di Sesto Calende - Sesto Calende - Varese - LOMBARDIA
La Sacerdotessa di Sesto Calende e la Tomba del Tripode

Nel Museo Archeologico di Sesto Calende è esposto un corredo funerario molto prezioso, risalente al VI secolo a.C. Gli oggetti non sono molti, sono la metà, o forse meno, di un tesoro più grande che purtroppo venne drasticamente depredato dai tombaroli, eppure la loro particolarità è unica.
Al centro della vetrina, davanti alla quale si legge “Tomba principesca appartenente a persona di sesso femminile. Pur depredata parzialmente in antico, ha conservato reperti di grande pregio, testimoni degli scambi culturali ed economici della Cultura di Golasecca” si erge un piccolo bacile di bronzo retto su un tripode con piedini antropomorfi, oltre a un pregiato pettorale femminile, ciondoli e fusarola in ambra, diverse coppe, una situla dalle splendide decorazioni e altri piccoli oggetti ornamentali. La prima volta che mi sono trovata davanti a questa vetrina ho percepito l’immensa importanza di ciò che vedevo, anche se solo in un secondo momento ho capito il vero motivo che mi aveva attratta lì.
Quel bacile con tripode sembrava avesse molto da raccontare, e ho ricordato che ne avevo visti di simili legati alle sibille del centro Italia, e che in tempi antichi solitamente erano usati per scopi rituali, quali divinazione o profezia. Un oggetto rituale, appartenuto quindi a qualcuno che con la sfera rituale aveva un ruolo essenziale. E questo qualcuno era una donna.
Una donna e un tripode sacro, dunque una sacerdotessa, senza dubbio.

30 gennaio 2017

Antichi reperti e la piccola Dea dell'Isolino Virginia

Museo Civico Archeologico di Villa Mirabello - Varese - LOMBARDIA
Antichi reperti, ornamenti, vasi e la piccola statuetta femminile proveniente dall'Isolino Virginia

All’interno del Museo Civico di Varese sono contenuti molti altri reperti importanti, e in queste foto ne mostrerò qualcuno – per vederli tutti vi consiglio caldamente di visitare il museo.
Fra questi alcuni mi hanno colpita più di altri, e uno, in particolare, ha confermato ancora una volta l’universalità della presenza della Grande Madre nelle civiltà antiche di queste zone.
Si tratta di una piccolissima statuetta, l’unica che sia stata trovata, proveniente dall’Isolino Virginia, nel Lago di Varese. La statuetta, purtroppo priva di testa, ma con un accenno di volto alla base del collo, presenta chiaramente un seno. Si tratta senza alcun dubbio di una statuetta femminile, semplice e davvero piccina. Proprio davanti alla teca dov’è contenuta la statuetta, accanto ad altri reperti e alla splendida pintadera che ricorda il volto della civetta, c'è anche un cartellone che racconta dell’usanza di scolpire statuette femminili per via del “culto della Grande Madre”, diffuso pressoché ovunque nella zona.

23 giugno 2016

Le Grotte di Ara e il culto delle Dee delle Acque

Ara (Grignasco) - Novara - PIEMONTE
Le Grotte di Ara e il culto delle Dee delle Acque

Ci sono luoghi che entrano nel cuore e dei quali si fa fatica a parlare, perchè si preferisce mantenerli segreti, un po' come quando si trova un rifugio magico e si decide di non parlarne troppo... Ho pensato tante volte in questi ultimi anni di parlare di Ara e delle sue Grotte, ma ho sempre trovato la scusa per non farlo. Ora però mi sono resa conto che qualche parola vorrei spenderla, perchè è un luogo a me molto caro.
Comincio semplicemente riportando alcuni brani presenti sul cartellone che descrive la natura del sito, all'esterno del magico Giardino delle Grotte, perchè raccolgono alcune delle cose più importanti:

"In un vecchio manoscritto, un cultore di storia locale così definiva le Grotte di Ara: Tempio delle fate, grotta delle sirene, luogo prediletto dalle sibille. Queste parole racchiudono un'antica tradizione che lascia supporre il ricordo di arcane pratiche magico-rituali, conservate nella memoria collettiva, testimoniate anche dalla pratica di raccogliere i sass bianc, ovvero le quarziti del torrente Magiaiga, dove defluisce dalle grotte per trarre da queste pietre energia e benessere.
(...)
La grotta, originariamente chiusa come testimonia il grande arco rimasto, divenne con molta probabilità un luogo sacro con tutte le connotazioni di un santuario delle acque (...). Probabilmente in epoca preromana e romana, in questo sito si svolgevano pratiche rituali legate all'elemento femminile e vitale per eccellenza: l'acqua.
Ricordiamo che anche la grotta del laghetto sul Monte Fenera presenta evidenti tracce di grotta cultuale connessa alla raccolta delle acque di stillicidio."