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19 marzo 2019

Le Fate Guardiane di Issime

Vallone di San Grato e Vallone di Tourrison, Issime, Aosta – VALLE D’AOSTA
Le Fate Guardiane di Issime

A volte succede che leggendo un racconto popolare si abbia la sensazione che questo nasconda qualcosa di molto più complesso di quanto sembri. Allora si cerca di fermare questa sensazione, simile a un’eco lontana ma persistente, e si prova ad ascoltare ciò che dice…
E nascono interpretazioni come questa, in egual modo potenzialmente realistiche, o assolutamente vaneggianti.
Chissà se anche voi sentirete e vedrete ciò che ho visto e sentito io? E chissà se condividerete la mia interpretazione di questa sottile sensazione, che si sposava così bene con certi particolari elementi presenti fra le righe della leggenda?

In ogni caso, ciò che è importante è la leggenda stessa, che è davvero splendida e fa parte di un paesaggio valdostano estremamente affascinante.

14 aprile 2018

Dee, Specchi e Spade sommerse

Museo del Territorio Biellese - Biella - PIEMONTE
Dee, Specchi e Spade sommerse

Le giornate di pioggia sono il momento migliore per visitare musei, specialmente quelli che contengono i segni del nostro passato e delle nostre radici.
La visita al Museo del Territorio Biellese, presso il Chiostro di San Sebastiano a Biella, è uno di questi luoghi, e mi ha stupita per la quantità di piccole e grande Dee, che dimostrano una fervida spiritualità legata al femminile di tutta la zona biellese. Quella che condivido è una selezione di fotografie che ho scattato ieri, nelle quali appaiono alcune Dee Fortuna, uno splendido busto di Minerva con la Gorgone sul petto, Diana e una splendida figurina alata, priva di indicazione, che presumo possa essere Vittoria.
Secondo me è degna di nota anche la stele dedicata a Septicia Marcellina, “Sacerdotessa delle imperatrici divinizzate”, la quale dimostra che anche nel biellese era in uso divinizzare alcune donne imperatrici, particolarmente amate.

14 febbraio 2018

Matronae, Dee e Sorellanze Sacerdotali

Museo di Antichità di Torino - Torino e territorio piemontese - PIEMONTE
Matronae, Dee, Donne devote e Sorellanze Sacerdotali

Dopo alcuni mesi di silenzio, sono felice di avere nuovo materiale per questa mia pagina.
Ieri finalmente sono stata al Museo di Antichità di Torino, tralasciando tutte le sale rinascimentali più gettonate e concentrandomi solo sulla parte archeologica, che preferisco. Il museo è diviso in due zone, una, in pietra molto suggestiva, dove sono conservati antichi reperti sulla Torino antica, abitata dai Taurini e da altri popoli, l’altra, molto estesa e ricca, dedicata in generale alla zona piemontese.
Per mio particolare interesse mi sono concentrata solo su ciò che concerne i culti femminili, e ciò che ho potuto vedere sono reperti di grande importanza. Sono presenti molti cippi dedicati alle Matronae, in particolare le meravigliose Matronae di Avigliana, nonché frammenti ceramici anch’essi dedicati a queste Madri della Natura e delle genti. Inoltre erano presenti molti cippi raffiguranti la Dea Vittoria alata, e dediche a Diana. Splendidi i bronzetti di Minerva, Vittoria, Iside e Fortuna, e il preziosissimo pettinino antropomorfo – femminile – rinvenuto nel Lago di Viverone (Biella) insieme a molti spilloni per capelli, pettinini, ornamenti e altri piccoli reperti prevalentemente femminili.

29 marzo 2017

La Sacerdotessa di Sesto Calende

Museo Archeologico di Sesto Calende - Sesto Calende - Varese - LOMBARDIA
La Sacerdotessa di Sesto Calende e la Tomba del Tripode

Nel Museo Archeologico di Sesto Calende è esposto un corredo funerario molto prezioso, risalente al VI secolo a.C. Gli oggetti non sono molti, sono la metà, o forse meno, di un tesoro più grande che purtroppo venne drasticamente depredato dai tombaroli, eppure la loro particolarità è unica.
Al centro della vetrina, davanti alla quale si legge “Tomba principesca appartenente a persona di sesso femminile. Pur depredata parzialmente in antico, ha conservato reperti di grande pregio, testimoni degli scambi culturali ed economici della Cultura di Golasecca” si erge un piccolo bacile di bronzo retto su un tripode con piedini antropomorfi, oltre a un pregiato pettorale femminile, ciondoli e fusarola in ambra, diverse coppe, una situla dalle splendide decorazioni e altri piccoli oggetti ornamentali. La prima volta che mi sono trovata davanti a questa vetrina ho percepito l’immensa importanza di ciò che vedevo, anche se solo in un secondo momento ho capito il vero motivo che mi aveva attratta lì.
Quel bacile con tripode sembrava avesse molto da raccontare, e ho ricordato che ne avevo visti di simili legati alle sibille del centro Italia, e che in tempi antichi solitamente erano usati per scopi rituali, quali divinazione o profezia. Un oggetto rituale, appartenuto quindi a qualcuno che con la sfera rituale aveva un ruolo essenziale. E questo qualcuno era una donna.
Una donna e un tripode sacro, dunque una sacerdotessa, senza dubbio.

23 giugno 2016

Le Grotte di Ara e il culto delle Dee delle Acque

Ara (Grignasco) - Novara - PIEMONTE
Le Grotte di Ara e il culto delle Dee delle Acque

Ci sono luoghi che entrano nel cuore e dei quali si fa fatica a parlare, perchè si preferisce mantenerli segreti, un po' come quando si trova un rifugio magico e si decide di non parlarne troppo... Ho pensato tante volte in questi ultimi anni di parlare di Ara e delle sue Grotte, ma ho sempre trovato la scusa per non farlo. Ora però mi sono resa conto che qualche parola vorrei spenderla, perchè è un luogo a me molto caro.
Comincio semplicemente riportando alcuni brani presenti sul cartellone che descrive la natura del sito, all'esterno del magico Giardino delle Grotte, perchè raccolgono alcune delle cose più importanti:

"In un vecchio manoscritto, un cultore di storia locale così definiva le Grotte di Ara: Tempio delle fate, grotta delle sirene, luogo prediletto dalle sibille. Queste parole racchiudono un'antica tradizione che lascia supporre il ricordo di arcane pratiche magico-rituali, conservate nella memoria collettiva, testimoniate anche dalla pratica di raccogliere i sass bianc, ovvero le quarziti del torrente Magiaiga, dove defluisce dalle grotte per trarre da queste pietre energia e benessere.
(...)
La grotta, originariamente chiusa come testimonia il grande arco rimasto, divenne con molta probabilità un luogo sacro con tutte le connotazioni di un santuario delle acque (...). Probabilmente in epoca preromana e romana, in questo sito si svolgevano pratiche rituali legate all'elemento femminile e vitale per eccellenza: l'acqua.
Ricordiamo che anche la grotta del laghetto sul Monte Fenera presenta evidenti tracce di grotta cultuale connessa alla raccolta delle acque di stillicidio."

3 maggio 2015

Le Querce sacre e le Sacerdotesse di Ganna

Kan Schon Oaken (Alle Belle Querce) - Ganna - Rotzo - Vicenza - VENETO
Le Querce sacre e le Sacerdotesse di Ganna

Si dice, e c'è chi lo ricorda ancora, che nella località Ganna, vicino a Castelletto di Rotzo, esistesse un luogo sacro chiamato Kan Schon Oaken, ovvero "Alle Belle Querce". Qui crescevano querce secolari magnifiche, e in particolare ve n'era una, dal tronco enorme, sotto alla quale si riunivano i capi del villaggio per consultarsi e per prendere decisioni che avrebbero mantenuto una vita sociale armoniosa.
A tal proposito esiste una fiaba cimbra che narra che le Belle Querce erano poste sotto la protezione delle Sacerdotesse di Ganna, che vivevano poco lontano e si prendevano cura dei grandi alberi, assicurandosi che nessuno li minacciasse e che il luogo in cui crescevano rimanesse inviolato, perché era considerato sacro.
Queste bellissime Sacerdotesse vestivano lunghi abiti bianchi, conoscevano le proprietà delle erbe mediche, e conducevano una vita appartata e votata all'antico culto di Ganna.

Leggendo la fiaba mi sono immersa nella ricerca e nello studio, e ho potuto ricostruire una piccola parte di ciò che può essere esistito in quel luogo. Quelli che raccolgo qui sono solo pochi e brevi appunti.

Ganna era in principio una Sacerdotessa e Profetessa Germanica, e apparteneva al popolo dei Semnoni. Di lei non si hanno che un paio di brevissimi accenni sulla sua visita a Roma intorno al 91-92 d.C., sotto l'impero di Domiziano.