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9 gennaio 2023

Il Santuario di Oropa, antico tempio naturale della Madre Nera

Santuario di Oropa – Oropa – Biella – PIEMONTE
L’antico tempio naturale della Madre Nera


Considerato fra i luoghi di culto più importanti delle Alpi, il Santuario di Oropa sorge a circa 1200 metri di altitudine su un vasto pianoro, simile a un anfiteatro naturale circondato dalle vette delle montagne, ed è ritenuto sacro sin da tempi remoti. Fu infatti centro spirituale femminile dedicato alla Grande Madre e alle sue manifestazioni naturali molto prima che il cristianesimo vi mettesse radici, costruendo le sue chiese.
I fedeli vi si recano per pregare e chiedere guarigione alla Madonna Nera, custodita all’interno della Basilica Antica, ma è raro che conoscano le origini del santuario e i suoi siti più magici e potenti, fatti di rocce millenarie, boschi e corsi d’acqua.
I centri più noti e frequentati del santuario sono infatti le due Basiliche, diverse per valore e importanza. La Basilica Antica, piccola e accogliente, risalente al 1600 – nata come voto fatto dalla Città di Biella durante la grave epidemia di peste avvenuta nel 1599 – e ultimata nel 1620, è da considerarsi l’edificio più rilevante; quella nuova, la Basilica Superiore, o Basilica Nuova, molto più spaziosa, è stata costruita alla fine del 1800 – la prima pietra venne posata nel 1885 – e consacrata nel 1960, con lo scopo di contenere comodamente il grande flusso di fedeli in visita al santuario, troppo numerosi per poter assistere alle funzioni nella piccola Basilica Antica.
Accanto alle due Basiliche si snoda il percorso del Sacro Monte, con le numerose cappelle disseminate sul versante della montagna, mentre all’interno del complesso, sul lato sinistro, si trovano gli appartamenti reali dei Savoia e il Museo dei Tesori di Oropa, nel quale sono custoditi i preziosi gioielli che, una volta ogni cento anni, adornano la statua della Madonna Nera durante il rituale dell’incoronazione.
I misteri più antichi di Oropa, però, sono legati alla terra su cui sorge il Santuario, ed emergono anche dalle varie leggende sulla sua origine e su quella dell’emblematica Madonna Nera.

9 febbraio 2020

La Madre della Pietraia

Santuario della Madonna della Preiera – Biandrate – Novara – PIEMONTE
La Madre della Pietraia

Dopo la notizia di due giorni fa, che ha segnato la storia del nostro Piemonte, riportando alla luce e rendendo nota la presenza di undici statuette femminili nell’area di scavo archeologico di Biandrate, qualsiasi altra ricerca sembra avere minore importanza. Eppure voglio procedere ancora più entusiasta di prima per provare a far riemergere il sacro femminino ovunque ve ne sia rimasta traccia, e ieri, non volendo allontanarmi da casa per rimanere vicina al luogo dei preziosi ritrovamenti e alle statuette, ho raggiunto ancora il bel Santuario della Madonna della Fontana di San Nazzaro, dove scorre la sorgente sotterranea – ne volevo bere alcuni sorsi e ringraziare per il dono che l’umanità intera ha ricevuto – fermandomi però ad un altro piccolissimo santuario che, guarda caso, è proprio a metà strada fra l’area archeologica e la sorgente cristianizzata.
La prima volta che mi ci ero fermata non avevo trovato nulla di particolare, ma ieri notte, ricercando, ho scoperto qualcosa di molto interessante, e vale davvero la pena di condividerlo.
La chiesa è sempre chiusa, eppure ieri l’ho trovata casualmente e inaspettatamente aperta, così ho potuto vedere anche l’interno, ma in realtà poco importa cosa ci sia dentro, perché ciò che è veramente importante, questa volta, è all’esterno.

Il Santuario è dedicato alla Madonna della Preiera, una parola molto particolare e rivelatoria.

19 marzo 2019

Le Fate Guardiane di Issime

Vallone di San Grato e Vallone di Tourrison, Issime, Aosta – VALLE D’AOSTA
Le Fate Guardiane di Issime

A volte succede che leggendo un racconto popolare si abbia la sensazione che questo nasconda qualcosa di molto più complesso di quanto sembri. Allora si cerca di fermare questa sensazione, simile a un’eco lontana ma persistente, e si prova ad ascoltare ciò che dice…
E nascono interpretazioni come questa, in egual modo potenzialmente realistiche, o assolutamente vaneggianti.
Chissà se anche voi sentirete e vedrete ciò che ho visto e sentito io? E chissà se condividerete la mia interpretazione di questa sottile sensazione, che si sposava così bene con certi particolari elementi presenti fra le righe della leggenda?

In ogni caso, ciò che è importante è la leggenda stessa, che è davvero splendida e fa parte di un paesaggio valdostano estremamente affascinante.

19 febbraio 2019

La Fata della Roccia Piroubec

Issime, Aosta, VALLE D'AOSTA
La Fata della Roccia Piroubec

Ecco un'altra leggenda preziosissima che ho scoperto, forse non per caso, la notte prima del mio breve viaggio dalle parti di Gressoney Saint Jean, e che mi ha permesso di fermarmi ad osservare a lungo la "guglia di roccia" che si erge a metà della montagna, davanti al paesino valdostano di Issime.
Una storia e una tradizione molto sentite e amate dagli abitanti di queste montagne, e un'altra traccia della forte presenza del sacro femminino nella Valle del Lys.

30 gennaio 2016

Conturina, la Fanciulla di Pietra

Marmolada e Val Contrin - Canazei - Trento - TRENTINO ALTO ADIGE
Conturina, la Fanciulla di Pietra

Ricordate la bella storia di Conturina, la fanciulla trasformata in pietra e incastonata nella Marmolada?
Il suo bellissimo volto emergeva dalla pallida parete rocciosa, e lei intonava il suo canto dall'alto della roccia:

"Son de sass e no me meve
son de crepa en Marmolèda
son na fia abandonèda
e no sé per che rejon."

Vorrei accompagnare a questo splendido brano estratto dal testo di Nicola Dal Falco e Ulrike Kindl il disegno che l'artista Manara ha tratto dalla storia della bellissima Conturina:

"Chi l'ha offesa, allontanata, costretta al silenzio e, infine, legata in cima ad un picco come si abbandona l'offerta, la restituisce in realtà al suo aspetto originario di nume.
Pura evidenza e fuoco segreto di roccia.

12 dicembre 2015

La Roccia della Fantina

Angrogna - Valli Valdesi - Torino - PIEMONTE
La Roccia della Fantina

In dialetto valdese si chiama Roccha d'la Fantina, o Roccha Filera, e la sua storia è bellissima.
Così ci racconta Marie Bonnet nel suo libro sulle tradizioni valdesi:

"Ad Angrogna, verso la punta del monte Servin, c'era una volta un abbeveratoio, cove le "fantine" [le Fate pastore] lavavano i loro panni. Esse custodivano greggi fiorenti che costituivano la loro occupazione e il loro guadagno, e quando il freddo le cacciava dalla loro abitazione estiva, scendevano fino alla loro Roccha d'la Fantina che avevano esse stesse trasportata lì da non si sa dove."

(Marie Bonnet, Tradizioni orali delle valli valdesi del Piemonte)

La Roccia della Fantina era dunque la dimora invernale delle Fantine, le graziose e minute Fate pastore, che conoscevano i segreti per preparare il burro, la ricotta e addirittura quelli per trasformare il siero del latte in miele e cera, e che oltretutto erano abilissime filatrici.
Ed ecco che arriviamo al cuore della leggenda...
Si racconta che ogni anno, fra la mezzanotte e l'una della notte di Natale, sulla cima della Roccia della Fantina compaia una splendida fanciulla-fata bianca, vestita di uno splendido abito candido come la neve, e si dice in quel breve arco di tempo lei fili la lana, con un piedino poggiato su un grande noce e l'altro sulla ripida roccia. In questo modo fa scivolare il suo fuso magico giù fino a terra, proprio dove c'è la stradina del paese.

18 gennaio 2015

Conturina, la Fanciulla di Pietra

Marmolada e Val Contrin - Canazei - Trento - TRENTINO
Conturina, la Fanciulla di Pietra

Oggi vi voglio raccontare un'altra storia di origine molto antica. La storia di una delle molte fanciulle di pietra che abitano le rocce dolomitiche.
Il suo nome è Conturina, e un tempo era stata una fanciulla d'infinita bellezza e amabilità.
Chiunque la vedesse ne rimaneva incantato, e non poteva fare a meno di amarla con tutto il cuore, poiché la giovane emanava amore e lo ispirava nel cuore di tutti.
La fanciulla però aveva una matrigna molto cattiva e due sorellastre brutte e sgraziate, che nessuno degnava mai di uno sguardo. La matrigna avrebbe voluto che tutti i pretendenti della bella fanciulla guardassero e desiderassero le sue figlie, eppure non era possibile. Tutti ammiravano la bella Conturina, tutti la amavano, tutti desideravano starle accanto, allietarsi della sua presenza e averla al proprio fianco.
L’invidia e la rabbia crebbero nel gelido cuore della matrigna, che ordinò a Conturina di rimanere in silenzio assoluto in presenza di ospiti, così lei poteva dire che la ragazza era muta e stupida.
Ma i principi e i cavalieri ammiravano lo stesso la bellissima Conturina.