19 marzo 2017

La Prea Guzza

Le Pietre Madri
Riserva Orientata del Bosco Solivo – Borgo Ticino, Revislate, Agrate Conturbia – Novara – PIEMONTE
Prea Guzza, Preja Guzzana o Preja d’Orgoi – la Grande Pietra Madre

Nel cuore del Bosco Solivo fra Borgo Ticino, Revislate e Agrate, sorge una pietra davvero immensa. È alta circa cinque metri, larga dieci e lunga quindici. Quando ci si trova davanti ad essa ci si rende conto di quanto siamo piccole/i in confronto a Madre Natura. Piccole/i eppure abitati dalla stessa essenza che abita in essa… e che abita da millenni in questa pietra gigantesca.
Si chiama Prea Guzza o Preja Guzzana, dal nome della vicina Cascina Raguzzana, ma è chiamata anche Preja d’Orgoi, ovvero “pietra d’Orgoglio”, il nome del piccolo corso d’acqua che scorre ai suoi piedi. Anch’essa è sorella della Preja Buja di Sesto Calende e del Sass Malò di Gattico. Stesso serpentino verde, stessa glaciazione quaternaria.
Probabilmente sono arrivate qui insieme e si sono fermate in posti poco distanti l’uno dall’altro, diventando centri sacri di culto betilico dedicato al sacro femminino e alla maternità.
Anche la Prea Guzza, infatti, era legata a riti di fertilità e visitata dalle donne che desideravano avere figli.

24 febbraio 2017

Il culto della Dea Vesta e del suo Fuoco Sacro

Monte Vesta e Valvestino – Brescia – LOMBARDIA
Il culto della Dea Vesta e del suo Fuoco Sacro

“Per nulla conosciuta e del tutto sottostimata è l’evidenza, in tutta Italia, dal nord al sud comprese le isole, di paesi, città, località dove rimangono ricchi e visibili i resti e le tradizioni di un culto della Terra che anticamente fu predominante.
Tale culto lo si ritrova in ogni regione italiana: in Val Vestino, non lontano dal lago di Garda, dove sul monte Vesta sorgeva un tempio dedicato alla omonima dea, patrona del fuoco sacro.”
(Giovanni Feo, Prima degli Etruschi, Stampa Alternativa, pag. 92)

Da questo brevissimo brano è inaspettatamente cominciata una delle nuove emozionanti ricerche, che ho deciso di mettere insieme e condividere proprio stanotte, visto che il 24 Febbraio si ricorda l’emanazione dell’editto di Teodosio che proibì i culti pre-cristiani e che venne presto attuato con lo spegnimento del Sacro Fuoco al Tempio di Vesta fra le lacrime disperate della sua ultima Vestale, Celia Concordia.
E proprio in questo giorno di molti secoli dopo voglio invece parlare proprio del Sacro Fuoco, e mentre lo faccio nella mia casa ardono candele bianche e il fuoco nel caminetto, acceso proprio come risposta alla triste ricorrenza.
Ma torniamo al Monte Vesta, intorno al cui nome in molti hanno discusso, chi per spiegarne l’origine in riferimento a un antico Tempio di Vesta che secondo la leggenda sorgeva sulla sua sommità, chi per negarla, proponendo alternative poco credibili. Di fatto si dice che il ricordo del Tempio di Vesta nell’area sia molto antico, quindi è facile che sia di gran lunga più veritiero.

20 febbraio 2017

Le Madri del Latte di Lenta

Le Vie del Latte
Alla riscoperta delle antiche Madri del Latte
Chiesetta della Madonna dei Campi o di Santa Maria dei Campi – Lenta – Vercelli – PIEMONTE

Come ogni anno in questo periodo, quando la Bianca Madre del Latte e delle Acque regna sull’approssimarsi del Risveglio della Terra, mi piace dedicare alcune giornate alla ricerca sulle Madri del Latte, di cui ho scritto tante volte. Le varie Madonne del Latte, sparse in moltissimi luoghi del Nord Italia, spesso all’interno di antiche chiesette e santuari isolati in mezzo alle campagne, sono infatti il volto che la Grande Madre Nutrice ha assunto durante l’età cristiana.
Ieri sono finalmente riuscita a visitare un importante quanto ignorato santuario in provincia di Vercelli, nel paesino di Lenta. La chiesetta è molto dimessa e sono rimaste pochissime tracce degli antichi affreschi che la decoravano – rivelando anche la natura delle divinità adorate nel territorio prima che i cristiani edificassero i loro edifici religiosi per coprire il culto antico e sostituirlo con quello nuovo – ma colpisce molto la presenza di ben due Madonne del Latte - una delle quali purtroppo quasi del tutto distrutta - affrescate nella navata absidata più antica, affiancate da una bellissima Santa Lucia. È raro trovare più di una Madonna del Latte nella stessa chiesa, e questo significa che la presenza della Madre Lattifera nella zona era davvero molto forte; inoltre Santa Lucia rivela anche la probabile presenza di culto della luce e della guarigione.

14 febbraio 2017

La Terra Brigasca

La presenza della Dea Brighid nel Nord Italia
Toponimi e possibili luoghi di culto antichi

La Terra Brigasca
Italia – Piemonte e Liguria – e Francia

La zona della Terra Brigasca è estremamente interessante per questo tipo di ricerca.
Viene chiamata Terra Brigasca “un’area etno-linguistica situata sulle Alpi marittime, al confine tra Francia e Italia e suddivisa tra le province di Cuneo e Imperia, ed il dipartimento delle Alpi Marittime.”
Il paese centrale della Terra Brigasca è Briga Marittima, che un tempo appartenuto alla provincia di Cuneo venne ceduto alla Francia con il trattato di pace di Parigi del 12 febbraio 1947. Allora venne chiamato La Brigue.
La zona della Terra Brigasca che rimase all’Italia venne suddivisa fra Piemonte e Liguria, e un piccolo paese in provincia di Cuneo, appartenente alla Terra Brigasca, riprese il nome antico e divenne Briga Alta.

3 febbraio 2017

La presenza della Dea Brighid nel Nord Italia

La presenza della Dea Brighid nel Nord Italia
Toponimi e possibili luoghi di culto antichi

La terra su cui abitiamo è sacra. Gli antichi popoli lo sapevano e vivevano in armonia con questa profonda consapevolezza. A seconda delle diverse caratteristiche, i diversi luoghi potevano richiamare diversi volti della Natura, una Natura viva e venerata poiché veniva vista come una Grande Dea Madre, Una eppure fatta di una moltitudine di divinità femminili e maschili che ne ritraevano i differenti aspetti. Così nascevano luoghi dedicati a una Dea piuttosto che a un’altra, a un Dio piuttosto che a un altro, ognuna/o con il proprio tempio, ovvero con le proprie sorgenti, alture, boschi, laghi o pianure dedicate.
Partendo dal presupposto che anticamente – ovvero in epoca pre-romana e romana – si nominavano spesso i centri abitati – ma anche quelli solamente dedicati al culto delle divinità naturali – con nomi che oltre a richiamarne le caratteristiche geografiche li associavano a certe Dee e a certi Dei, possiamo ricreare, poco alla volta, una rete o una mappa di luoghi che un tempo furono probabilmente legati a tali Dee e Dei.
Si conoscono molti luoghi, specialmente nel Centro Italia, il cui nome nacque da quello delle Dee e/o degli Dei che ivi venivano onorati, e che per le loro caratteristiche ne ritraevano l’aspetto morfologico, e quello che vorrei provare a fare è proprio ricreare una mappa di luoghi simili, qui nel Nord Italia.

30 gennaio 2017

Antichi reperti e la piccola Dea dell'Isolino Virginia

Museo Civico Archeologico di Villa Mirabello - Varese - LOMBARDIA
Antichi reperti, ornamenti, vasi e la piccola statuetta femminile proveniente dall'Isolino Virginia

All’interno del Museo Civico di Varese sono contenuti molti altri reperti importanti, e in queste foto ne mostrerò qualcuno – per vederli tutti vi consiglio caldamente di visitare il museo.
Fra questi alcuni mi hanno colpita più di altri, e uno, in particolare, ha confermato ancora una volta l’universalità della presenza della Grande Madre nelle civiltà antiche di queste zone.
Si tratta di una piccolissima statuetta, l’unica che sia stata trovata, proveniente dall’Isolino Virginia, nel Lago di Varese. La statuetta, purtroppo priva di testa, ma con un accenno di volto alla base del collo, presenta chiaramente un seno. Si tratta senza alcun dubbio di una statuetta femminile, semplice e davvero piccina. Proprio davanti alla teca dov’è contenuta la statuetta, accanto ad altri reperti e alla splendida pintadera che ricorda il volto della civetta, c'è anche un cartellone che racconta dell’usanza di scolpire statuette femminili per via del “culto della Grande Madre”, diffuso pressoché ovunque nella zona.

Le Matronae Danzanti di Angera

Museo Civico Archeologico di Villa Mirabello - Varese - LOMBARDIA
L'Ara delle Matronae Celtiche di Angera - Le Dee Danzanti

Finalmente oggi pomeriggio, dopo tanti anni di ricerche e di confronti, spesso consultando fotografie o pessime fotocopie in bianco e nero più fuorvianti che utili allo studio, ho incontrato dal vero le divine Matronae, le antiche Dee Madri celtiche scolpite su un cippo ritrovato nei pressi di Angera, in provincia di Varese.
Il cippo è custodito nel Museo Civico Archeologico all’interno di Villa Mirabello, a Varese, e anche se per me era la cosa più bella e importante di tutte, è comunque circondato da una ricchissima collezione di reperti splendidi, tutti rinvenuti nei territori di Varese e paesi limitrofi.
Il museo contiene quindi ritrovamenti dell’area di Malpensa, della Valganna – importantissima per le ricerche sulla Dea Ganna – del Lago di Monate, Besnate, di Golasecca e, fra gli altri, di uno dei siti archeologici più preziosi e importanti: l’Isolino Virginia, situato nel Lago di Varese.
Proprio fra i reperti dell’Isolino Virginia ho potuto trovare quella che è la testimonianza – l’unica – della spiritualità di coloro che abitavano l’Isolino. Ma prima di parlare di questo, voglio spendere qualche parola sulle sacre Matronae, che sono la prima ragione per cui ho visitato il museo, e per farlo vorrei riportare un brano che ho scritto un paio di anni fa a proposito delle divinità femminili che un tempo vegliavano sulle nostre terre del Nord Italia.