14 febbraio 2018

Matronae, Dee e Sorellanze Sacerdotali

Museo di Antichità di Torino - Torino e territorio piemontese - PIEMONTE
Matronae, Dee, Donne devote e Sorellanze Sacerdotali

Dopo alcuni mesi di silenzio, sono felice di avere nuovo materiale per questa mia pagina.
Ieri finalmente sono stata al Museo di Antichità di Torino, tralasciando tutte le sale rinascimentali più gettonate e concentrandomi solo sulla parte archeologica, che preferisco. Il museo è diviso in due zone, una, in pietra molto suggestiva, dove sono conservati antichi reperti sulla Torino antica, abitata dai Taurini e da altri popoli, l’altra, molto estesa e ricca, dedicata in generale alla zona piemontese.
Per mio particolare interesse mi sono concentrata solo su ciò che concerne i culti femminili, e ciò che ho potuto vedere sono reperti di grande importanza. Sono presenti molti cippi dedicati alle Matronae, in particolare le meravigliose Matronae di Avigliana, nonché frammenti ceramici anch’essi dedicati a queste Madri della Natura e delle genti. Inoltre erano presenti molti cippi raffiguranti la Dea Vittoria alata, e dediche a Diana. Splendidi i bronzetti di Minerva, Vittoria, Iside e Fortuna, e il preziosissimo pettinino antropomorfo – femminile – rinvenuto nel Lago di Viverone (Biella) insieme a molti spilloni per capelli, pettinini, ornamenti e altri piccoli reperti prevalentemente femminili.

9 giugno 2017

Il Ramo delle Streghe

Cassolnovo, frazione Villareale - Pavia - LOMBARDIA
Il Ramo delle Streghe

Costeggiando l’incantevole Ramo delle Streghe, un ramo secondario del fiume Ticino che scorre fra boschi e prati pieni di farfalle, libellule e uccelli, non si può fare a meno di ripensare alla sua leggenda.
Si racconta che una notte di luna piena, alcune bellissime donne si incontrarono sulle sponde del corso d’acqua per svolgere un rituale di purificazione per una loro compagna, ritenuta affetta da una strana forma di possessione. Illuminate solo dai raggi di luna, le donne stavano per invocare gli antichi spiriti del luogo, secondo formule ereditate dai celti, quando apparve loro il diavolo. Allora la donna malata di trasformò in una grande alga verde, che legò a sé le sue compagne e le trascinò sott’acqua. Le donne affogarono, e la leggenda vuole che i loro capelli ondeggino ancora, mossi dolcemente dalle correnti del corso d’acqua, il quale da allora prese il nome di Ramo delle Streghe.
Si dice che in certe notti di luna piena – e sempre di sabato – le streghe si incontrino ancora nei pressi del Ramo delle Streghe, per svolgere i loro riti magici, ma non si tratta né di brutte megere, né di donne normali, quanto di donne “vicine al mondo del naturalismo e della cultura celtica, ancora molto conosciuta nelle nostre zone”.

2 giugno 2017

La Pietra delle Donne

Le Pietre Madri
Suno – Novara – PIEMONTE
Preja da Scalavé, la Pietra delle Donne

Il breve viaggio di oggi mi ha portata in un luogo davvero magico, dove l’energia acquatica femminile è percepibile a pelle, nell’aria che sa di umido, nella pietra ricoperta di morbido muschio, nei pesci che nuotano nel ruscello, nei fiori dei moltissimi rovi che circondano il posto – e che d’estate si riempiranno di succose e dolcissime more.
La Preja da Scalavè, che “sorge dalle acque” del ruscello – il Rio Zuffolone – è uno dei massi erratici simili a quelli di cui ho precedentemente scritto. Sono tutte pietre sorelle, giunte qui in tempi antichissimi con lo scioglimento dei ghiacciai dell’Era Quaternaria.
Come le sue sorelle, anche questa è di serpentino verde, e come le sue sorelle può essere definita una Pietra Madre.

17 aprile 2017

La leggenda del Lago di Monate

Lago di Monate - Osmate - Varese - LOMBARDIA
La leggenda del Lago di Monate, il tradimento del Sacro Femminino e la misteriosa Dea di Osmate

Un luogo che mi è davvero entrato nel cuore è il Lago di Monate, sulla sponda che scendendo dal sentiero di Osmate porta alla Spiaggia dei Pensieri. La leggenda della nascita del lago mi è molto cara, per questo motivo ho voluto farne una sintesi tra le versioni più vecchie - e quindi affidabili - e prepararne una ricerca completa.

31 marzo 2017

Le Matronae e le antiche donne del Vercellese

Museo Archeologico di Vercelli – Vercelli – PIEMONTE
Le Matronae e la Grande Madre

Alcune belle sorprese dal Museo Archeologico di Vercelli, per conoscere anche qui la presenza della Dea Madre in epoca antica. Fra i reperti più belli sono presenti le divinità femminili che erano venerate in questo territorio. Abitata in origine dai Libui, una popolazione celtica, la zona di Vercelli venne presto romanizzata, pur mantenendo alcune delle divinità dei suoi primi abitanti. Due reperti – più un terzo di cui parlerò a breve – sono forse i più significativi per delineare il culto femminile: una statuetta che rappresenta una Madre divina, e una ceramica, purtroppo frammentaria, con raffigurazione delle Matronae, in questo caso accompagnate da una figura maschile identificata con Mercurio.
Le Matronae erano fra le divinità più antiche e più venerate della Cisalpina, e moltissime sono le iscrizioni a loro dedicate, ritrovate anche nel vercellese.

29 marzo 2017

La Sacerdotessa di Sesto Calende

Museo Archeologico di Sesto Calende - Sesto Calende - Varese - LOMBARDIA
La Sacerdotessa di Sesto Calende e la Tomba del Tripode

Nel Museo Archeologico di Sesto Calende è esposto un corredo funerario molto prezioso, risalente al VI secolo a.C. Gli oggetti non sono molti, sono la metà, o forse meno, di un tesoro più grande che purtroppo venne drasticamente depredato dai tombaroli, eppure la loro particolarità è unica.
Al centro della vetrina, davanti alla quale si legge “Tomba principesca appartenente a persona di sesso femminile. Pur depredata parzialmente in antico, ha conservato reperti di grande pregio, testimoni degli scambi culturali ed economici della Cultura di Golasecca” si erge un piccolo bacile di bronzo retto su un tripode con piedini antropomorfi, oltre a un pregiato pettorale femminile, ciondoli e fusarola in ambra, diverse coppe, una situla dalle splendide decorazioni e altri piccoli oggetti ornamentali. La prima volta che mi sono trovata davanti a questa vetrina ho percepito l’immensa importanza di ciò che vedevo, anche se solo in un secondo momento ho capito il vero motivo che mi aveva attratta lì.
Quel bacile con tripode sembrava avesse molto da raccontare, e ho ricordato che ne avevo visti di simili legati alle sibille del centro Italia, e che in tempi antichi solitamente erano usati per scopi rituali, quali divinazione o profezia. Un oggetto rituale, appartenuto quindi a qualcuno che con la sfera rituale aveva un ruolo essenziale. E questo qualcuno era una donna.
Una donna e un tripode sacro, dunque una sacerdotessa, senza dubbio.

19 marzo 2017

Sass Malò, Il Sasso delle Streghe

Le Pietre Madri
Gattico – Novara – PIEMONTE
Sass Malò, il Sasso delle Streghe

Uno dei due posti sacri che ho incontrato oggi fa parte dei quei luoghi dove sin dai primordi veniva venerata la Madre Pietra, a cui si attribuivano poteri di fertilità e sotto la quale si diceva nascessero i bambini.
In ogni luogo in cui sia presente una di queste Pietre, infatti, secondo la tradizione popolare non è “la cicogna” a portare i bambini alle loro madri, ma è la Pietra stessa. Si dice infatti che i neonati escano proprio da certe spaccature - a forma di vagina - presenti sulla sua superficie.
Sorella della Preja Buja di Sesto Calende, poiché depositata anch’essa dal ghiacciaio quaternario e fatta dello stesso serpentino verde, è il Sass Malò, che si trova vicino a Gattico, in provincia di Novara.
Il nome Sass Malò significa “sasso malvagio”: la parola “malò” deriva infatti da maolochum, maoloco, ovvero “malo loco”, luogo del male, malvagio, inquietante, pericoloso e quindi temuto.