20 dicembre 2018

La Fata dai Piedi Caprini

Laghetto di Leser – Champdepraz – Aosta – VALLE D’AOSTA
La Fata dai Piedi Caprini

Dopo diverso tempo torno con gioia a questa pagina, riportando alcuni accenni delle ricerche svolte negli ultimi mesi.
Visitando alcuni posti della Valle d’Aosta, mi sono innamorata di questa regione e ho iniziato a cercare luoghi, leggende e tradizioni che possano essere riferibili alla Grande Madre, trovandola costellata di frammenti di sacro femminino e di scenari incantevoli che spero di poter visitare per poi condividere qualche foto e descrizione raccolte direttamente sul posto.
Ma come scrivevo poco tempo fa, non è questo lo scopo di questa pagina, che è nata essenzialmente per far conoscere luoghi vicini e lontani, facilmente agibili o molto difficili da raggiungere, legati al Sacro Femminino, senza doverli per forza visitare, ovvero per puro amore di conoscenza e di riscoperta della Grande Madre nella terra che le appartiene e la raffigura in tutte le sue forme.

Oggi vorrei quindi accennare a una leggenda di cui mi sono innamorata, e che più avanti riprenderò integralmente dal testo nel quale l’ho trovata.
Si tratta della leggenda della Fata dai Piedi di Capra, che abitava insieme alle sue numerose sorelle vicino alle sponde dell'ameno Laghetto di Leser, a Champdepraz.

2 maggio 2018

La Strìa Gatina di Cervarolo

Varallo Sesia - Vercelli - PIEMONTE
Monumento alla Strìa Gatina, l'ultima "strega" uccisa in Italia, a Cervarolo di Varallo nel 1828

In memoria della Stria Gatina
ultima strega massacrata in Italia
trucidata a
Cervarolo di Varallo il 22 - 1 - 1828
custode
dell’antica sapienza montanara.”

Si chiamava Margherita Guglielmina de Gaudenzi, aveva 64 anni, e non era una persona facile. Povera e dal carattere difficile, era definita petulante, invadente, scorbutica verso i vicini, e inoltre aveva un aspetto cupo, era alta, non bella, e il suo volto era scuro e spesso accigliato. I ragazzini le urlavano “Strega!” e poi scappavano eccitati e impauriti al contempo, e i compaesani non la vedevano di buon occhio. Ma lei non era malvagia, aveva una figlia debole e malata, e faceva quel che poteva per sopravvivere. Era stata soprannominata Strìa Gatina, ovvero Strega Gattina, perché si credeva che il gatto, associato alle streghe, le si confacesse.
Il suo destino prese una svolta tragica in seguito a un fatto che ebbe inizio un anno prima della sua morte.

29 aprile 2018

La Dea Protettrice dei Naviganti

Lungolago di Arona - Novara - PIEMONTE
Sant’Anna che Vigila sul Lago, Protettrice dei Naviganti

Dove a difesa della città
fu già la Torre di S. Anna
il cittadino Pietro Negri
ne volle eretta la statua
tutrice dei naviganti.

1933

“Lei è sempre lì, ad ogni ora, veglia sui navigatori, su coloro che solcano le acque, su tutti quelli che stanno attraversando il lago.”

Lei è Sant’Anna, anche se viene spesso chiamata “la Madonnina”, molto amata ad Arona, dove le è già dedicata una chiesetta molto carina nel centro storico della città. Ma questa sua statua, che guarda lontano, sulle acque del lago, e con cura e premura vigila su coloro che le attraversano e sui pescatori, richiama moltissimo le antiche divinità femminili che vegliavano sui naviganti.
Dee protettrici dei viaggi che si svolgevano sulle acque del mare, dei fiumi, dei laghi. Dee come la germanica Nehalennia, che non è escluso fossero conosciute e onorate, con nomi e attributi diversi, anche sulle rive di un lago grande e talvolta insidioso come il Maggiore, e che forse, in tempi antichi, erano qui invocate.

24 aprile 2018

Il Sasso Cavallazzo

Le Pietre Madri
Ranco, Varese - LOMBARDIA
Il Sasso Cavallazzo

Oggi, approfittando della giornata soleggiata ma fresca, sono andata a vedere, o meglio, a incontrare un’altra delle grandi Pietre Madri che venne portata nella zona fra Novara e Varese dallo scioglimento dei grandi ghiacciai. La pietra è di serpentino verde, e ha una formazione litologica identica a quella della Preja Buja di Sesto Calende e delle altre pietre di cui ho scritto tempo fa, e se nel linguaggio scientifico si dice che sono tutti giganteschi frammenti arrivati dalla stessa frana, proveniente forse dal Gottardo o del Sempione, a me piace semplicemente chiamarle Pietre Sorelle, tutte figlie della stessa montagna.
La grande pietra, che come altre simili a me personalmente incute un po’ di timore, almeno all’inizio, perché nonostante dalle fotografie non sembri, è veramente gigantesca, si chiama Sasso Cavallazzo, oppure Sasso Cavallaccio, o nel dialetto del posto Sass Cavalàsc. Il nome è stato dato perché a detta di alcuni la forma del masso richiamerebbe quella del muso di un cavallo – sinceramente io non sono riuscita a vederlo, ma poco importa.

20 aprile 2018

Il Sacro Femminino nella Lomellina

Museo Archeologico Nazionale della Lomellina - Vigevano - Pavia - LOMBARDIA
Il Sacro Femminino nella Lomellina

Finalmente ieri mattina ho fatto visita al Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, allestito in uno dei meravigliosi porticati interni del Castello Sforzesco di Vigevano, Pavia. Credo che, come ambientazione, sia forse uno dei musei più belli che abbia visto. I reperti sono belli, ma più che altro il luogo in cui il museo è allestito è veramente stupendo. Consiglio davvero di andarci, ovviamente passando per la magnifica Piazza Ducale.
Tornando ai reperti, ciò che mi interessava di più, come sempre, erano le statuette votive e tutto ciò che concerne gli antichi culti del luogo. Alcune statuette erano simili a quelle rinvenute in altri posti, come Minerva accanto all’ara delle offerte, praticamente identica a quelle trovate nel biellese; mentre altre erano diverse e uniche. In particolare mi ha colpita una statuetta che è descritta semplicemente come “Figura femminile ammantata”. Ha un portamento e qualcosa di particolare che mi ha fatto pensare potesse essere la raffigurazione di una sacerdotessa.

14 aprile 2018

Dee, Specchi e Spade sommerse

Museo del Territorio Biellese - Biella - PIEMONTE
Dee, Specchi e Spade sommerse

Le giornate di pioggia sono il momento migliore per visitare musei, specialmente quelli che contengono i segni del nostro passato e delle nostre radici.
La visita al Museo del Territorio Biellese, presso il Chiostro di San Sebastiano a Biella, è uno di questi luoghi, e mi ha stupita per la quantità di piccole e grande Dee, che dimostrano una fervida spiritualità legata al femminile di tutta la zona biellese. Quella che condivido è una selezione di fotografie che ho scattato ieri, nelle quali appaiono alcune Dee Fortuna, uno splendido busto di Minerva con la Gorgone sul petto, Diana e una splendida figurina alata, priva di indicazione, che presumo possa essere Vittoria.
Secondo me è degna di nota anche la stele dedicata a Septicia Marcellina, “Sacerdotessa delle imperatrici divinizzate”, la quale dimostra che anche nel biellese era in uso divinizzare alcune donne imperatrici, particolarmente amate.

21 febbraio 2018

Alla ricerca delle sacre acque di Minerva

Duomo di Milano - Milano - LOMBARDIA
Sotto il Duomo di Milano, ovvero alla ricerca delle sacre acque di Minerva

Questo è stato essenzialmente lo scopo della mia visita all’area archeologica sotterranea del Duomo di Milano, dato che di ciò che ci fu un tempo nel luogo non resta praticamente nulla.
Ciò che resta, sotto, molto sotto la superficie, è l’acqua, che però non si vede… anche se in alcuni punti sembra forse di sentirla. Ma cominciamo dall’inizio. Scendendo le strette scale che portano all’area archeologica del Duomo, si accede subito a un complesso davvero affascinante, che non a caso porta il nome di Battistero di San Giovanni alle Fonti. Le Fonti sono infatti la chiave di ricerca, perché nel luogo, in tempi antichi, scorreva molta acqua.
Una grande vasca battesimale è posta al centro del complesso, e si possono vedere i canalini di accesso e di fuoriuscita delle acque sorgive che, riscaldate, riempivano la vasca.