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28 luglio 2020

Le Filatrici Silenti della Val di Vizze

Val di Vizze e Vipiteno – Bolzano – TRENTINO ALTO ADIGE
Le filatrici silenti delle paludi e la Dea coronata di gemme


A chi percorre i prati e sosta nelle vallette umide, sulle sponde paludose dei laghetti e delle polle dove i pennacchi bianchi ondeggiano al minimo soffio, capita di vedere delle fanciulle sedute a filare. Non parlano tra di loro né cantano. Se muovono gli occhi od il capo per guardare lo specchio che si increspa o per osservare la montagna od il cielo, lo fanno con un’assente compostezza, come se il pensiero fosse costantemente altrove e quello che intorno capita non le interessi.
(…) Sono le vergini che la Dea coronata di gemme ha rapito non appena la morte le ha toccate
.”

Si narra di loro, le filatrici silenti, in Val di Vizze, vicino a Vipiteno, in provincia di Bolzano, e hanno un forte legame con l’ambiente umido e misterioso delle paludi di montagna. La Dea coronata di gemme le ha raccolte, appena morte, e le ha poste sulle rive a filare, dove trascorrono giorni e notti, e non vedono, né si curano di nulla.
Non partecipano al gioioso corteo, alle danze e alle corse selvagge, al seguito della Dea, ma restano impassibili, e continuano a filare.

27 luglio 2020

La Donna Selvatica di Bellamonte

Bellamonte – Val di Fiemme – Trento – TRENTINO ALTO ADIGE
La Donna Selvatica e le foglie di betulla


Filava da un bel po’, attenta all’opera, e solo alzando gli occhi vide la Donna Selvatica dinanzi a sé. Vestiva di bianco e sui capelli portava una corona di fiori di campo. Apparivano ogni tanto queste Donne Selvatiche, scendevano da Giuribrutto, dal Lastei del Predazzo e destavano sempre stupore e diffidenza per il loro modo di comportarsi e di vestire.
“Non ti stanchi?”, le chiese.
“Anche se mi stancassi, un giorno o l’altro devo pur filarla questa lana.”
“Dunque non hai fretta”, e senza darle tempo di rispondere: “Perché non balli per me?”


Una leggenda bellissima, che potrebbe contenere tracce di un rito iniziatico che si realizza attraverso la danza estatica dedicata alla Donna Selvatica e a ciò che rappresenta in natura.
Il luogo in cui è narrata questa storia è la bellissima frazione trentina di Bellamonte, con i suoi prati verdissimi. Il posto era famoso per la sua antichissima tradizione della fienagione, alla quale accorrevano genti da ogni dove per partecipare e far festa insieme.

3 giugno 2016

Il sangue della Salvaria

Saxifraga oppositifolia o Sassifraga rossa
Il sangue della Salvaria - Leggenda dolomitica

Se la candida Sassifraga delle Dolomiti richiama il sacro intimo della Grande Madre, non stupisce che una variante della stessa pianta sia legata a una delle tante leggende sulla perdita del sacro femminino nel mondo.
Ed è la storia della sassifraga rossa - probabilmente si tratta della Saxifraga oppositifolia, che cresce spontanea sulle Dolomiti e in varie zone dell'arco alpino.
Una bellissima Salvaria dal doppio aspetto di fanciulla e di lontra, che vive per brevi periodi nell'acqua ma predilige la terra, con i suoi boschi e le sue vette soleggiate, si innamora di un bel cacciatore di camosci, e i due si incontrano tutti i giorni, dove le acque del ruscello incontrano la terra verdeggiante.
Il giovane rifiuta le altre donne e pare sempre invaghito ed estatico, e questo provoca la gelosia dei suoi compaesani, specialmente delle donne stesse, nelle quali sorge un'invidia feroce e velenosa. Viene organizzato un inganno: il cacciatore viene inviato su una montagna vicina per qualche compito inesistente, giusto il tempo che serve per andare al posto suo nel luogo dell'incontro amoroso con la bellissima Donna Selvatica.

30 gennaio 2016

Conturina, la Fanciulla di Pietra

Marmolada e Val Contrin - Canazei - Trento - TRENTINO ALTO ADIGE
Conturina, la Fanciulla di Pietra

Ricordate la bella storia di Conturina, la fanciulla trasformata in pietra e incastonata nella Marmolada?
Il suo bellissimo volto emergeva dalla pallida parete rocciosa, e lei intonava il suo canto dall'alto della roccia:

"Son de sass e no me meve
son de crepa en Marmolèda
son na fia abandonèda
e no sé per che rejon."

Vorrei accompagnare a questo splendido brano estratto dal testo di Nicola Dal Falco e Ulrike Kindl il disegno che l'artista Manara ha tratto dalla storia della bellissima Conturina:

"Chi l'ha offesa, allontanata, costretta al silenzio e, infine, legata in cima ad un picco come si abbandona l'offerta, la restituisce in realtà al suo aspetto originario di nume.
Pura evidenza e fuoco segreto di roccia.

27 giugno 2015

La Valle della Dea Sulis

Val di Sole - Trento - TRENTINO
La Valle della Dea Sulis

Grazie a una splendida segnalazione della pagina amica "Dea in Trentino Alto Adige", riporto questo splendido brano:

"La Val di Sole (Val de Sól in ladino solandro, Sulzberg o Sulztal in tedesco) è una valle del Trentino. Il nome non ha alcuna relazione con il sole come astro né con eventuali antichi culti solari. L'etimologia del toponimo Sol va fatta probabilmente risalire alla divinità celtica delle acque Sulis che i romani identificavano con Minerva. Ciò sarebbe corroborato dall'esistenza ancora oggi in valle, a Peio e a Rabbi, di fonti di acque termali. Queste fonti sono considerate terapeutiche per il sollievo procurato contro ogni tipo di malessere, essendo, infatti, ricche di zolfo e carbonio con effetti diuretici, ematici e linfatici.”

28 maggio 2015

Le Rose del Ricordo e la Sorellanza delle Rose

Sass de Dama e Roseàl - Val di Fassa - TRENTINO
Le Rose del Ricordo e la Sorellanza delle Rose

Per raccontare questa antica credenza legata all'altura Roseàl e al Sass de Dama, in Val di Fassa, rimandiamo alla storia raccolta e rinarrata dal grande Karl Felix Wolff.
In aggiunta, riporto una mia breve nota, e anche le foto di alcune delle zone della leggenda.

Le Rose del Ricordo:
http://www.tempiodellaninfa.net/public/print.php?sid=300

Nota al racconto:
"Secondo Karl Felix Wolff la zona delle montagne bianche e nere potrebbe essere quella di Allòc, Monciòn e Buffàure, nelle Dolomiti fassane. Qui si trova infatti un’alternarsi di rocce bianche e rocce nere che creano singolari contrasti fra loro.
Anche l’altura che viene chiamata Roseàl fa parte delle Dolomiti fassane, ed è vicina alla valle di Contrìn e posta dinnanzi al monte Vajolòn, che era considerato il leggendario giardino di rose di Re Laurino.

18 gennaio 2015

Conturina, la Fanciulla di Pietra

Marmolada e Val Contrin - Canazei - Trento - TRENTINO
Conturina, la Fanciulla di Pietra

Oggi vi voglio raccontare un'altra storia di origine molto antica. La storia di una delle molte fanciulle di pietra che abitano le rocce dolomitiche.
Il suo nome è Conturina, e un tempo era stata una fanciulla d'infinita bellezza e amabilità.
Chiunque la vedesse ne rimaneva incantato, e non poteva fare a meno di amarla con tutto il cuore, poiché la giovane emanava amore e lo ispirava nel cuore di tutti.
La fanciulla però aveva una matrigna molto cattiva e due sorellastre brutte e sgraziate, che nessuno degnava mai di uno sguardo. La matrigna avrebbe voluto che tutti i pretendenti della bella fanciulla guardassero e desiderassero le sue figlie, eppure non era possibile. Tutti ammiravano la bella Conturina, tutti la amavano, tutti desideravano starle accanto, allietarsi della sua presenza e averla al proprio fianco.
L’invidia e la rabbia crebbero nel gelido cuore della matrigna, che ordinò a Conturina di rimanere in silenzio assoluto in presenza di ospiti, così lei poteva dire che la ragazza era muta e stupida.
Ma i principi e i cavalieri ammiravano lo stesso la bellissima Conturina.

5 maggio 2014

Il Lago delle Donne e la Porta segreta

Lago di Braies - Braies, provincia autonoma di Bolzano - TRENTINO
Il Lago delle Donne e la Porta segreta

Vi era un tempo un grande regno che governava in armonia sulle Dolomiti. Il Regno dei Fanes, il cui animale totemico era in origine la sacra marmotta, era ancora guidato da Donne e Regine, come la bellissima vergine guerriera Dolasilla, sua madre la Regina e la sua misteriosa sorella gemella Lujanta, scomparsa dalla culla poco dopo la nascita.
Eppure sempre l'antica tradizione cessa di essere ascoltata e seguita, e il popolo delle Madri si nasconde, si addormenta, o muore di una morte temporanea, in attesa di tornare.

Narra la leggenda che "Una volta ogni anno, in una notte di luna crescente, una barca nera faceva il giro del Lago di Braies. Usciva da una porta aperta nella roccia, a traverso la quale le acque del lago penetravano all'interno della montagna. Nel silenzio notturno (...) la barca scivolava fuori silenziosa, percorreva lentamente, tutt'attorno, il lago addormentato e tornava a entrare nella porta misteriosa, scomparendo nelle ignote profondità della montagna.
Nella barca sedevano la vecchia e cieca regina dei Fanes e sua figlia Lujanta."

27 aprile 2014

La leggenda della Ninfa del Lago di Carezza

Lago di Carezza - Dolomiti - Bolzano - TRENTINO
La leggenda della Ninfa del Lago e l'inabissamento del sacro Femminino

La primavera è esplosa in tutta la sua fiorente bellezza, ma stasera fa freddino... è una sera perfetta per una nuova storia.

Questa storia racconta del meraviglioso Lago di Carezza, ai piedi del grande Latemar, nella valle delle Dolomiti di Bolzano.
Si dice che un tempo lontano, una bellissima ninfa, o una sirena, abitasse le acque trasparenti di quel lago incantato, e che ogni giorno, sotto ai caldi raggi di sole, uscisse dalle acque e si pettinasse i lunghi capelli, che brillavano d'acqua nella luce del meriggio. Mentre scioglieva la lunga chioma dorata, la fanciulla cantava, e cantava... e il suo canto era pura magia... e chiunque lo udisse si perdeva d'amore per lei.
Ogni volta che qualche uomo di avvicinava al lago per cercare di vederla, però, la splendida fanciulla si rituffava sotto la superficie acquorea, e si poteva scorgere di lei solo un fulmineo guizzare d'argento.

5 aprile 2014

Il paese delle Bambine della Samblana

Dobbiaco, e il Lago di Dobbiaco - Alta Val Pusteria - Bolzano - TRENTINO
Il paese delle Bambine della Samblana

“(...) un tempo si diceva che la Samblana avesse adottato le molte bambine del paesello di Dobbiaco, nate in considerevole eccedenza rispetto ai maschietti.”

“La leggenda narra che ci fu un tempo in cui nell’antico popolo delle betulle - il popolo matriarcale dolomitico “Bedoieres” - nascevano moltissime bambine, e nessun maschio. La regina era molto preoccupata, e avrebbe voluto dare alla luce un erede per suo marito, ma quando partorì una principessa decise che era arrivato il momento di tener consiglio con tutte le altre donne del popolo, per decidere cosa avrebbero potuto fare per assicurare la sopravvivenza della tribù. All’assemblea femminile venne invitata una maga, la quale decretò che tutte le madri con troppe figlie avrebbero dovuto portarle all’ombra del monte Serla in una notte di luna, e avrebbero dovuto lasciarle nel grande prato dove scorreva il gorgogliante ruscello Bruckele.

La leggenda di Soreghina

Val di Fassa / Val Contrin - Trento - TRENTINO
La leggenda di Soreghina, "La Figlia del Sol"

Uno dei comuni della Val di Fassa si chiama "Soraga" - che significa "Raggio di Sole" - e forse potrebbe essere considerato uno dei luoghi maggiori a cui è collegata la storia di Soreghina - "Raggino di Sole".

"Negli antichi borghi di montagna, dalla ruvida voce delle anziane, o dai canti di qualche vecchio alpigiano, si può talvolta sentir narrare la vicenda di Soreghina, la raggiante figlia del sole.
La sua storia, custodita nella preziosa tradizione dolomitica, racconta che un tempo, in una zona della Val di Fassa chiamata Locia Contrin, si trovava un piccolo lago, dove abitava una bellissima vivana. La fanciulla “indossava una veste stupenda con un corsetto ricamato in argento e ornato nella parte superiore in oro e un grembiule di seta lucente”, e amava trascorrere il suo tempo fra le acque limpide e trasparenti, mostrandosi solo quando più forte splendeva il sole."

3 aprile 2014

La Leggenda della Donna di Pietra

Monte Rocchetta di Prendera - San Vito di Cadore - Dolomiti - TRENTINO
La Leggenda della Donna di Pietra

“Sulla cresta della Rocchetta, percorrendo la strada che costeggia il Boite da San Vito di Cadore in direzione di Cortina, si può distinguere chiaramente il profilo di una donna. Una donna di pietra, distesa, che pare addormentata. Un tempo era una fanciulla in carne ossa, ma non apparteneva alla stirpe degli uomini, bensì a quella dei giganti.”