Cignana – Valtournenche – Aosta – VALLE D’AOSTA
Il villaggio sommerso e la leggenda del Castello delle Dame Bianche
“Allora la visione si fece nitida, la bruma biancastra cominciò a turbinare, salì su per la parete, toccò la cima del castello diruto, ridiscese in una sella, risalì, parve spezzettarsi, ma erano le Fate che si tenevano per mano, i veli splendenti che il vento scomponeva. La corsa delle Dame Bianche si fermò, riprese, girò come un mulinello, scomparve dietro uno spuntone nero, riapparve sul ghiacciaio concavo, sostò sotto il castello e la danza ebbe inizio.”
Questa è una piccola parte di una antica leggenda che si raccontava a Cignana, un piccolo villaggio delle alpi valdostane che ora non esiste più. Nel 1928 è stata infatti costruita una diga ed è stato creato un lago artificiale, il lago di Cignana, che ha sommerso il paesino con la sua chiesetta vecchia dedicata, naturalmente, alla Madonna delle Nevi.
Una nuova chiesetta, sempre dedicata alla Madonna delle Nevi – probabile retaggio delle antiche Dame Bianche di cui narra la leggenda – è stata costruita su un promontorio che si affaccia sulle acque, nel 1929, ma la memoria del villaggio di Cignana pare scomparsa come le sue casette.
Quello che non è scomparso, grazie ad una ricerca approfondita delle leggende del luogo, è il ricordo delle Dame Bianche che danzavano intorno al loro “castello”, probabilmente riconosciuto nella particolare conformazione di alcune rocce della montagna.
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27 luglio 2020
19 marzo 2019
Le Fate Guardiane di Issime
Vallone di San Grato e Vallone di Tourrison, Issime, Aosta – VALLE D’AOSTA
Le Fate Guardiane di Issime
A volte succede che leggendo un racconto popolare si abbia la sensazione che questo nasconda qualcosa di molto più complesso di quanto sembri. Allora si cerca di fermare questa sensazione, simile a un’eco lontana ma persistente, e si prova ad ascoltare ciò che dice…
E nascono interpretazioni come questa, in egual modo potenzialmente realistiche, o assolutamente vaneggianti.
Chissà se anche voi sentirete e vedrete ciò che ho visto e sentito io? E chissà se condividerete la mia interpretazione di questa sottile sensazione, che si sposava così bene con certi particolari elementi presenti fra le righe della leggenda?
In ogni caso, ciò che è importante è la leggenda stessa, che è davvero splendida e fa parte di un paesaggio valdostano estremamente affascinante.
Le Fate Guardiane di Issime
A volte succede che leggendo un racconto popolare si abbia la sensazione che questo nasconda qualcosa di molto più complesso di quanto sembri. Allora si cerca di fermare questa sensazione, simile a un’eco lontana ma persistente, e si prova ad ascoltare ciò che dice…
E nascono interpretazioni come questa, in egual modo potenzialmente realistiche, o assolutamente vaneggianti.
Chissà se anche voi sentirete e vedrete ciò che ho visto e sentito io? E chissà se condividerete la mia interpretazione di questa sottile sensazione, che si sposava così bene con certi particolari elementi presenti fra le righe della leggenda?
In ogni caso, ciò che è importante è la leggenda stessa, che è davvero splendida e fa parte di un paesaggio valdostano estremamente affascinante.
16 gennaio 2015
Oltre il candido velo della Madonna della Neve
Il suo volto riluce ancora di puro e gelido splendore, una luce bianca, come quella che splende sulla terra innevata. E' il volto dell'antica Dea dell'inverno, il volto della Regina delle Nevi, delle mille Fanciulle dei Ghiacci e della Brina. E' l'antico volto anche della Samblana, principessa del Monte Antelao, che dall'alto del suo trono di roccia e neve fa nevicare sulle montagne, fin giù nelle valli, e protegge la terra dal gelo.
***
“Sia in Val di Fassa, sia nel Fodom, nell'alta valle del fiume Cordevole, è assai venerata la Madonna della Neve, a cui la leggenda attribuisce la nascita del ghiacciaio della Marmolada, l'enorme distesa che copre come un gigantesco lenzuolo l'intero fianco della maestosa montagna (...).
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“Sia in Val di Fassa, sia nel Fodom, nell'alta valle del fiume Cordevole, è assai venerata la Madonna della Neve, a cui la leggenda attribuisce la nascita del ghiacciaio della Marmolada, l'enorme distesa che copre come un gigantesco lenzuolo l'intero fianco della maestosa montagna (...).
13 gennaio 2015
La Principessa Samblana e il Regno delle Donne
Monte Antelao - Dolomiti - San Vito di Cadore - Belluno - VENETO
La Principessa Samblana e il Regno delle Donne
Il grande monte Antelao di San Vito di Cadore, sulle Dolomiti bellunesi, mostra sulla sua vetta una conformazione rocciosa che nelle antiche credenze dei popoli matriarcali dolomitici era considerata un alto e possente trono. Il seggio regale, coperto da strati di neve e ghiaccio, si credeva che appartenesse alla bellissima Samblana, una principessa divina che dalla sua candida vetta regnava in armonia e pace su tutta la valle.
“Secondo la leggenda, la Samblana era un’antica principessa indigena che governava sui Maòi – o Bedoyeres, il matriarcale “Popolo delle Betulle” che abitava nella Pusteria (1).”
La parola ladina bedoyeres deriva da bedoia, ovvero betulla, e ha il significato di “Popolo delle Betulle”, e sebbene i boschi che queste genti abitavano siano ora essenzialmente popolati da conifere, si può ipotizzare che in un tempo antico vi crescessero molte betulle.
La Principessa Samblana e il Regno delle Donne
Il grande monte Antelao di San Vito di Cadore, sulle Dolomiti bellunesi, mostra sulla sua vetta una conformazione rocciosa che nelle antiche credenze dei popoli matriarcali dolomitici era considerata un alto e possente trono. Il seggio regale, coperto da strati di neve e ghiaccio, si credeva che appartenesse alla bellissima Samblana, una principessa divina che dalla sua candida vetta regnava in armonia e pace su tutta la valle.
“Secondo la leggenda, la Samblana era un’antica principessa indigena che governava sui Maòi – o Bedoyeres, il matriarcale “Popolo delle Betulle” che abitava nella Pusteria (1).”
La parola ladina bedoyeres deriva da bedoia, ovvero betulla, e ha il significato di “Popolo delle Betulle”, e sebbene i boschi che queste genti abitavano siano ora essenzialmente popolati da conifere, si può ipotizzare che in un tempo antico vi crescessero molte betulle.
5 aprile 2014
Il paese delle Bambine della Samblana
Dobbiaco, e il Lago di Dobbiaco - Alta Val Pusteria - Bolzano - TRENTINO
Il paese delle Bambine della Samblana
“(...) un tempo si diceva che la Samblana avesse adottato le molte bambine del paesello di Dobbiaco, nate in considerevole eccedenza rispetto ai maschietti.”
“La leggenda narra che ci fu un tempo in cui nell’antico popolo delle betulle - il popolo matriarcale dolomitico “Bedoieres” - nascevano moltissime bambine, e nessun maschio. La regina era molto preoccupata, e avrebbe voluto dare alla luce un erede per suo marito, ma quando partorì una principessa decise che era arrivato il momento di tener consiglio con tutte le altre donne del popolo, per decidere cosa avrebbero potuto fare per assicurare la sopravvivenza della tribù. All’assemblea femminile venne invitata una maga, la quale decretò che tutte le madri con troppe figlie avrebbero dovuto portarle all’ombra del monte Serla in una notte di luna, e avrebbero dovuto lasciarle nel grande prato dove scorreva il gorgogliante ruscello Bruckele.
Il paese delle Bambine della Samblana
“(...) un tempo si diceva che la Samblana avesse adottato le molte bambine del paesello di Dobbiaco, nate in considerevole eccedenza rispetto ai maschietti.”
“La leggenda narra che ci fu un tempo in cui nell’antico popolo delle betulle - il popolo matriarcale dolomitico “Bedoieres” - nascevano moltissime bambine, e nessun maschio. La regina era molto preoccupata, e avrebbe voluto dare alla luce un erede per suo marito, ma quando partorì una principessa decise che era arrivato il momento di tener consiglio con tutte le altre donne del popolo, per decidere cosa avrebbero potuto fare per assicurare la sopravvivenza della tribù. All’assemblea femminile venne invitata una maga, la quale decretò che tutte le madri con troppe figlie avrebbero dovuto portarle all’ombra del monte Serla in una notte di luna, e avrebbero dovuto lasciarle nel grande prato dove scorreva il gorgogliante ruscello Bruckele.
Il Trono della Samblana
Monte Antelao - San Vito di Cadore - Dolomiti - Belluno - VENETO
Il Trono della Samblana
Il magnifico Monte Antelao, che mostra sulla cima il trono della Samblana, la Principessa della Neve e dell’Inverno, la cui storia sopravvive ancora oggi nella tradizione dolomitica.
Il Trono della Samblana
Il magnifico Monte Antelao, che mostra sulla cima il trono della Samblana, la Principessa della Neve e dell’Inverno, la cui storia sopravvive ancora oggi nella tradizione dolomitica.
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