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19 dicembre 2020

Tracce di sacro femminino al Duomo di Novara

Cattedrale di Novara e Battistero – Novara – PIEMONTE
Il sacro femminino celato


Certe volte penso che non sia tanto io a cercare i luoghi sacri pre-cristiani, ma che siano loro a cercare me. O forse sono entrambe le cose.
Ieri mi sono concessa un’oretta in centro a Novara per vedere le decorazioni natalizie, in particolare quelle del Broletto, con il lungo corridoio ad arco luminoso e luccicante, che si percorre camminando letteralmente sulle parole di Gianni Rodari, fra gli abeti decorati e l’atmosfera antica tipica di questa zona di Novara.
Sempre più insofferente alle persone, però, ho resistito poco e pensando di scattare qualche foto quando si fossero ridotte – o meglio, dissolte nel nulla – mi sono infilata di fronte, nell’imponente cortile deserto e quasi silenzioso della Cattedrale. Sembra assurdo ma, pur abitando vicino a Novara, non ero mai stata dentro la Cattedrale, e tantomeno nel Battistero di origine paleocristiana.
Ci sono entrata ieri per la prima volta, preferendo prima il Battistero, e se sul subito ho notato il presepe, allestito all’interno, in un secondo momento mi sono resa conto che, proprio lì, c’era qualcosa di particolare. Si notano le rovine di una costruzione precedente, è presente una sorta di stretta vasca cilindrica dall’aspetto particolare, e soprattutto, al centro dello spazio ottagonale, c’è la piccola vasca battesimale, alla quale si accede grazie a qualche gradino.
Ho camminato intorno alla vasca, percorrendo il Battistero rotondo, notando appena le grandi nicchie affrescate, perché lo stile degli affreschi non mi diceva nulla, ma uscendo mi sono ripromessa che avrei fatto una breve ricerca sul luogo appena tornata a casa, perché l’istinto mi diceva che quel posto aveva qualcosa da raccontare.

5 aprile 2016

Il Ninfeo di Pombia

Pombia - Novara - PIEMONTE
Il Ninfeo


Il luogo di cui vi sto per raccontare è antichissimo e immerso in una magia che non si è mai allontanata. È quasi del tutto sconosciuto, non ne parla nessuno, e persino gli abitanti del paese in cui si trova – Pombia, in epoca romana “Flavia Plumbia”, in provincia di Novara – lo conoscono poco. Eppure cercando notizie di altri luoghi ne sono venuta a conoscenza, e oggi finalmente l’ho visitato. E’ molto difficile accedervi perché è nascosto all’interno di una proprietà privata, e per poterlo vedere bisogna chiedere il permesso ai proprietari del terreno, i quali non abitano lì. Oggi ho avuto la fortuna di trovarli proprio in cortile e un po’ controvoglia mi ci hanno accompagnata.
Si tratta di un antico Ninfeo di origine romana, completamente interrato, risalente probabilmente al IV secolo e formato da una vasca ottagonale nella quale si raccoglie l’acqua di una sorgente perpetua – scorre sin da quando ne si ha conoscenza – che dopo aver riempito la vasca scorre fuori in un ruscelletto sinuoso.
Intorno alla vasca coperta da un soffitto a cupola, sono scavate cinque nicchie, che un tempo ospitavano cinque statue, molto probabilmente Dee Matronae celtiche o Ninfe romane. La sorgente era infatti sacra ai celti e solo in epoca romana divenne un Ninfeo: “In età celtica c’era una fontana sacra, diventata poi Ninfeo sotto i Romani” (Grazia Maria Francese, Roh Saelho)

27 aprile 2014

La leggenda della Ninfa del Lago di Carezza

Lago di Carezza - Dolomiti - Bolzano - TRENTINO
La leggenda della Ninfa del Lago e l'inabissamento del sacro Femminino

La primavera è esplosa in tutta la sua fiorente bellezza, ma stasera fa freddino... è una sera perfetta per una nuova storia.

Questa storia racconta del meraviglioso Lago di Carezza, ai piedi del grande Latemar, nella valle delle Dolomiti di Bolzano.
Si dice che un tempo lontano, una bellissima ninfa, o una sirena, abitasse le acque trasparenti di quel lago incantato, e che ogni giorno, sotto ai caldi raggi di sole, uscisse dalle acque e si pettinasse i lunghi capelli, che brillavano d'acqua nella luce del meriggio. Mentre scioglieva la lunga chioma dorata, la fanciulla cantava, e cantava... e il suo canto era pura magia... e chiunque lo udisse si perdeva d'amore per lei.
Ogni volta che qualche uomo di avvicinava al lago per cercare di vederla, però, la splendida fanciulla si rituffava sotto la superficie acquorea, e si poteva scorgere di lei solo un fulmineo guizzare d'argento.