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19 marzo 2019

Le Fate Guardiane di Issime

Vallone di San Grato e Vallone di Tourrison, Issime, Aosta – VALLE D’AOSTA
Le Fate Guardiane di Issime

A volte succede che leggendo un racconto popolare si abbia la sensazione che questo nasconda qualcosa di molto più complesso di quanto sembri. Allora si cerca di fermare questa sensazione, simile a un’eco lontana ma persistente, e si prova ad ascoltare ciò che dice…
E nascono interpretazioni come questa, in egual modo potenzialmente realistiche, o assolutamente vaneggianti.
Chissà se anche voi sentirete e vedrete ciò che ho visto e sentito io? E chissà se condividerete la mia interpretazione di questa sottile sensazione, che si sposava così bene con certi particolari elementi presenti fra le righe della leggenda?

In ogni caso, ciò che è importante è la leggenda stessa, che è davvero splendida e fa parte di un paesaggio valdostano estremamente affascinante.

23 febbraio 2019

La Fata del Colombera

Valle del Lys e Pont Saint Martin – VALLE D’AOSTA
La Fata del Colombera e il Carnevale di Pont Saint Martin

La Valle del Lys è colma di leggende e luoghi sacri dedicati al sacro femminino, e forse qualcuna/o di voi ha già sentito parlare della bellissima Fata del Colombéra, la cui storia è diventata una tradizione che in un certo senso è arrivata fino ai giorni nostri.
La Fata viveva in una grotta incantata scavata nel vallone di Réchanter, e su di lei vengono narrate alcune vicende. Ma forse ciò che è più interessante è proprio l’epilogo della sua storia. La Fata un tempo era molto amata, ma col trascorrere dei secoli i paesani di Perloz, avevano iniziato a non guardarla più di buon occhio, finché le ostilità erano cresciute a tal punto che lei decise di abbandonare i suoi monti. Ma prima, per vendicarsi, scatenò un grande temporale, e lassù dove abitava arrestò il corso del Lys, fece formare un lago, e poi, repentinamente restituì al torrente il suo flusso, che però fu immenso e impetuoso.

19 febbraio 2019

La Fata della Roccia Piroubec

Issime, Aosta, VALLE D'AOSTA
La Fata della Roccia Piroubec

Ecco un'altra leggenda preziosissima che ho scoperto, forse non per caso, la notte prima del mio breve viaggio dalle parti di Gressoney Saint Jean, e che mi ha permesso di fermarmi ad osservare a lungo la "guglia di roccia" che si erge a metà della montagna, davanti al paesino valdostano di Issime.
Una storia e una tradizione molto sentite e amate dagli abitanti di queste montagne, e un'altra traccia della forte presenza del sacro femminino nella Valle del Lys.

12 febbraio 2019

Le Streghe del Monte Ciamoseira

Monte Ciamoseira – Lillianes e Perloz – Aosta – VALLE D’AOSTA
Le Fate – o Streghe – del Monte Ciamoseira

Questa è una storia vera, e anche se qualche scettico storcerà il naso, i fatti qui rinarrati sono realmente successi, in una fredda notte d’autunno di tanti anni fa.

Siamo ai piedi del monte Ciamoseira – chiamato in questo modo perché una volta era abitato dai camosci, da cui il significato “camosci vi erano”, o “ciamoseira” – una montagna che al suo centro presenta una frattura, all’interno della quale crescono piante selvatiche, e che nel mese di maggio si tinge di bianco per l’abbondante fioritura delle belle sassifraghe. Il monte si erge accanto al torrente Lys, proprio sulla sua sponda destra, e davanti ai comuni di Lillianes e Perloz.
La leggenda – ma più che leggenda è una vera e propria testimonianza riportata da decine di persone – narra che una notte di novembre, nel 1877, gli abitanti della riva sinistra del Lys videro la montagna illuminarsi tutta. Una miriade di luminose piccole luci, simili a fuochi fatui, passavano insieme lungo i sentieri tra i boschi, attraversando il monte, e si udivano in lontananza deboli suoni simili a voci scherzose, ma anche piuttosto inquietanti.

20 dicembre 2018

La Fata dai Piedi Caprini

Laghetto di Leser – Champdepraz – Aosta – VALLE D’AOSTA
La Fata dai Piedi Caprini

Dopo diverso tempo torno con gioia a questa pagina, riportando alcuni accenni delle ricerche svolte negli ultimi mesi.
Visitando alcuni posti della Valle d’Aosta, mi sono innamorata di questa regione e ho iniziato a cercare luoghi, leggende e tradizioni che possano essere riferibili alla Grande Madre, trovandola costellata di frammenti di sacro femminino e di scenari incantevoli che spero di poter visitare per poi condividere qualche foto e descrizione raccolte direttamente sul posto.
Ma come scrivevo poco tempo fa, non è questo lo scopo di questa pagina, che è nata essenzialmente per far conoscere luoghi vicini e lontani, facilmente agibili o molto difficili da raggiungere, legati al Sacro Femminino, senza doverli per forza visitare, ovvero per puro amore di conoscenza e di riscoperta della Grande Madre nella terra che le appartiene e la raffigura in tutte le sue forme.

Oggi vorrei quindi accennare a una leggenda di cui mi sono innamorata, e che più avanti riprenderò integralmente dal testo nel quale l’ho trovata.
Si tratta della leggenda della Fata dai Piedi di Capra, che abitava insieme alle sue numerose sorelle vicino alle sponde dell'ameno Laghetto di Leser, a Champdepraz.

29 aprile 2015

La Fata Nerina e il Volo Magico

Lago d'Aï e Torre D'Aï (Lac d'Aï e Tour d'Aï) - Alpi di Vaud - Canton Vaud - SVIZZERA
La Fata Nerina e il Volo Magico

Saliamo un poco più su della nostra Italia settentrionale per incontrare una leggenda simile ad altre della zona alpina. Una leggenda dolce e romantica, ma un po' malinconica.
Esiste un luogo davvero magico sulle Alpi di Vaud. Un laghetto minuscolo è circondato da prati verdissimi, rocce e arbusti, e poco distante, una parete di pietra verticale, la Torre di Mayen, è posta proprio di fronte alla sua gemella, la piccola Torre d'Aï. Lungo il lato nord della Torre, c'è una soglia a forma circolare, che si apre su una grotta ombrosa. Qui, si diceva che un tempo vivessero le Fate, e la grotta si chiama Barma delle Fate d'Aï.
Gli abitanti di Leysin, dicono che proprio ai piedi di questa apertura rotonda, vennero trovati dei piccoli ditali, delle forbicine e dei pezzetti di stoffa, segno che le Fate che vi abitavano cucivano e forse ricamavano, nella pace e nell'armonia.
Le Fate d'Aï erano protettrici delle greggi e delle mandrie, e vegliavano su di esse, rendendo abbondante il loro latte. Per ringraziarle del loro servizio, i pastori lasciavano sul tetto di una baita un secchiello pieno di deliziosa panna tutta per loro.

Narra la leggenda che la più giovane delle Fate, la bellissima Nerina - o Nérine - si era innamorata di un bel pastore di nome Michele - o Michel.

19 novembre 2014

La Corsa delle Fate e il Laghetto delle Streghe

Monte Civrari - Val di Susa e Val di Viù - Torino - PIEMONTE
La Corsa delle Fate e il Laghetto del Tesoro vegliato dalle Streghe

Anche il Monte Civrari era un luogo prediletto dalle Fate ed era particolarmente legato a una delle molte varianti della leggenda della Corsa delle Fate, spesso guidata in altri luoghi dalla luminosa Dea Berchta.
Le Fate del Civrari “volano rapidamente o corrono sui colli e le creste frastagliate”, sono bellissime fanciulle e appaiono di notte. Così la loro Corsa viene descritta dall'autrice e ricercatrice Maria Savi Lopez, che ebbe la fortuna di ascoltarne un resoconto dalle labbra di un vecchio montanaro del Civrari, che l'aveva vista:

“(...) e mentre il vecchio descriveva la visione apparsagli in quella notte, mi pareva di veder passare le fate colle corone di edelweiss (stelle alpine), ritte sui carri di fuoco, in uno splendore di luce, seguite dai folletti nella corsa vertiginosa sulle creste, i colli e le altissime cime.”

“In questa credenza della corsa notturna delle fate sulle nostre Alpi Graie, che non devesi confondere colla ridda delle streghe, trovasi molta relazione con altre credenze che durano ancora su tutta la catena delle Alpi; e specialmente verso il Tirolo e le regioni austriache, ove si ha viva memoria della dea Bercht, che ebbe un culto esteso nell'antichità e venne ricordata da Tacito.”