Visualizzazione post con etichetta Le Donne Selvatiche. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Le Donne Selvatiche. Mostra tutti i post

27 luglio 2020

La Donna Selvatica di Bellamonte

Bellamonte – Val di Fiemme – Trento – TRENTINO ALTO ADIGE
La Donna Selvatica e le foglie di betulla


Filava da un bel po’, attenta all’opera, e solo alzando gli occhi vide la Donna Selvatica dinanzi a sé. Vestiva di bianco e sui capelli portava una corona di fiori di campo. Apparivano ogni tanto queste Donne Selvatiche, scendevano da Giuribrutto, dal Lastei del Predazzo e destavano sempre stupore e diffidenza per il loro modo di comportarsi e di vestire.
“Non ti stanchi?”, le chiese.
“Anche se mi stancassi, un giorno o l’altro devo pur filarla questa lana.”
“Dunque non hai fretta”, e senza darle tempo di rispondere: “Perché non balli per me?”


Una leggenda bellissima, che potrebbe contenere tracce di un rito iniziatico che si realizza attraverso la danza estatica dedicata alla Donna Selvatica e a ciò che rappresenta in natura.
Il luogo in cui è narrata questa storia è la bellissima frazione trentina di Bellamonte, con i suoi prati verdissimi. Il posto era famoso per la sua antichissima tradizione della fienagione, alla quale accorrevano genti da ogni dove per partecipare e far festa insieme.

19 marzo 2019

Le Fate Guardiane di Issime

Vallone di San Grato e Vallone di Tourrison, Issime, Aosta – VALLE D’AOSTA
Le Fate Guardiane di Issime

A volte succede che leggendo un racconto popolare si abbia la sensazione che questo nasconda qualcosa di molto più complesso di quanto sembri. Allora si cerca di fermare questa sensazione, simile a un’eco lontana ma persistente, e si prova ad ascoltare ciò che dice…
E nascono interpretazioni come questa, in egual modo potenzialmente realistiche, o assolutamente vaneggianti.
Chissà se anche voi sentirete e vedrete ciò che ho visto e sentito io? E chissà se condividerete la mia interpretazione di questa sottile sensazione, che si sposava così bene con certi particolari elementi presenti fra le righe della leggenda?

In ogni caso, ciò che è importante è la leggenda stessa, che è davvero splendida e fa parte di un paesaggio valdostano estremamente affascinante.

3 giugno 2016

Il sangue della Salvaria

Saxifraga oppositifolia o Sassifraga rossa
Il sangue della Salvaria - Leggenda dolomitica

Se la candida Sassifraga delle Dolomiti richiama il sacro intimo della Grande Madre, non stupisce che una variante della stessa pianta sia legata a una delle tante leggende sulla perdita del sacro femminino nel mondo.
Ed è la storia della sassifraga rossa - probabilmente si tratta della Saxifraga oppositifolia, che cresce spontanea sulle Dolomiti e in varie zone dell'arco alpino.
Una bellissima Salvaria dal doppio aspetto di fanciulla e di lontra, che vive per brevi periodi nell'acqua ma predilige la terra, con i suoi boschi e le sue vette soleggiate, si innamora di un bel cacciatore di camosci, e i due si incontrano tutti i giorni, dove le acque del ruscello incontrano la terra verdeggiante.
Il giovane rifiuta le altre donne e pare sempre invaghito ed estatico, e questo provoca la gelosia dei suoi compaesani, specialmente delle donne stesse, nelle quali sorge un'invidia feroce e velenosa. Viene organizzato un inganno: il cacciatore viene inviato su una montagna vicina per qualche compito inesistente, giusto il tempo che serve per andare al posto suo nel luogo dell'incontro amoroso con la bellissima Donna Selvatica.

15 giugno 2015

Le Pelne, Fanciulle Colombe e antiche Dee Ornitomorfe

Nuvolau e Gruppo del Nuvolau - Dolomiti di Cortina d'Ampezzo e San Vito di Cadore - Belluno - VENETO
Le Pelne, Fanciulle Colombe e antiche Dee Ornitomorfe

Nei pressi dell'alta parete del Nuvolau, che sorge insieme ad altri vette o "torri" nella zona di Cortina d'Ampezzo e San Vito di Cadore, si dice che volassero degli splendidi uccelli, il cui "melodiosissimo canto" (cfr. K. F. Wolff) poteva incantare chiunque avesse la fortuna di ascoltarlo.
Questi uccelli erano le Pelne, fanciulle oltremondane che potevano assumere la forma di bellissime colombe dalle piume verde pallido. Queste semi-Dee sono in origine ondine che nascono nelle sorgenti, nei fiumi, nelle cascate, e in generale nelle acque. L'acqua è la loro origine, ma "per incantamento" esse vengono mutate in donne per vivere sulla terra, dove assumono per la maggior parte del tempo l'aspetto ornitomorfo.
Il loro canto può essere udito solo quando non è più notte ma non è ancora giorno, ovvero in un "tempo liminale" che rende più facile la percezione dell'Altromondo.

Queste Fanciulle-Uccello, probabilmente sono ciò che resta di antichissime divinità acquatiche e teriomorfe che abitavano le montagne delle Dolomiti, ricche di sorgenti, cascate e ruscelli.
Poterle ascoltare portava in uno stato simile all'estasi e all'innamoramento, e la loro lontananza dopo averle conosciute poteva portare alla disperazione e alla morte.

14 giugno 2015

La Sposa del Sole

Lago Delio - Maccagno con Pino e Veddasca - Varese - LOMBARDIA
La Sposa del Sole

“La pastorella s’avvicinò alla sorgente, immerse gioiosamente le braccia nell’acqua freschissima, la raccolse riunendo le mani come una ciotola, si lavò il viso.
– Sei innamorata – mormorò la fonte.
La fanciulla guardò intorno stupita e fra le piante, lungo il ruscello, sulla riva poco discosta non vide nessuno. Contenuto tra le pendici del Monte Borgna e del Monte Cadrigna, lo specchio trasparente del lago Delio occhieggiava sotto il sole.

27 aprile 2015

Le Panche delle Selegen Baiblen

Banchette o Alta Kugela - Castelletto di Rotzo e Pedescala - Vicenza - VENETO
Le Panche delle Selegen Baiblen

Si chiamano Selegen Baiblen in area cimbra, ma anche Salighe, Salvarie, Salvadele, o semplicemente Donne Selvatiche, e "Beate Donnette". Erano probabilmente donne semi-divine, Dee della Natura incarnate in corpo di donna, oppure sacerdotesse dell'antico culto di Madre Natura, che nella zona del Nord Italia veniva spesso chiamata Berchta - o Perchtega/Perchta fra gli antichi cimbri.
Esistono moltissime leggende e riferimenti a loro nella tradizione alpina, dolomitica e in generale nord-italiana, e si sa che erano Vergini in senso antico del termine, che vivevano nelle grotte e nei boschi, conoscevano le proprietà delle erbe e avevano insegnato agli uomini molti segreti legati ai cicli naturali, come la semina in certi periodi dell'anno, il modo per far diventare burro il latte, la tessitura del lino, la filatura, la coltivazione della segale e del lino, e molti altri misteri, soprattutto femminili.
Proprio nella bellissima zona della Lessinia, fra i Monti Lessini e in particolare lungo il sentiero che congiunge Castelletto di Rotzo a Pedescala, si narra che spesso si incontrassero le Selegen Baiblen, e che era possibile vederle mentre, sedute sulle "Banchette", lavoravano la lana, cardandola, dipanandola, filandola e formando i magici gomitoli che non finivano mai.

23 dicembre 2014

La Danza delle Masche e la Fanciulla Capretta

Viù - Provincia di Torino - PIEMONTE
La Danza delle Masche e la Fanciulla Capretta

...sempre nel luogo che circonda la Pietra delle Madri (vedi sotto), ovvero nella bella Valle di Viù, ancora oggi sono sopravvissute molte leggende che ci ricollegano a un tempo antico, nel quale le Sacerdotesse della Grande Madre danzavano al chiaro di luna per propiziare la Nascita, la Fertilità della terra, la Fortuna, la Gioia e l'Amore. Nelle fiabe queste donne sacre sono diventate spesso streghe, o "masche", come vengono chiamate in queste zone.
Una di queste leggende è narrata a proposito della Conca dei Tornetti, un luogo suggestivo e incantato.
Si dice che nelle vicinanze del Colle Pian Fum un tempo si riunissero, di venerdì sera, le streghe delle Valli di Lanzo, per danzare segretamente e per compiere i loro riti.