Santuario della Madonna di Crea e Sacro Monte di Crea – Serralunga di Crea – Alessandria - PIEMONTE
La Collina della Madre Bruna
In Piemonte si trovano due fra i luoghi più sacri all’eterno femminino d’Italia. Si tratta di due colline, che originariamente erano dedicate alla Grande Madre e che con l’arrivo della cristianità vennero rese grandi centri cultuali dedicati alla Madonna. Una di queste colline, leggermente meno importante della seconda, è quella del Sacro Monte di Crea, in Monferrato; sulla seconda, invece, sorge niente meno che il grande Santuario di Oropa.
Su entrambe le colline è presente – ed è la meta dei molti pellegrini – una Madonna Nera.
Sulla simbologia della Madonna Nera si potrebbe scrivere un libro intero, e ne sono stati scritti molti, pertanto non mi è possibile approfondirla qui, però una cosa che credo si possa affermare senza sbagliare è che la Madonna Nera è la più misteriosa e ambigua di tutte, tanto che lo stesso clero spesso ne parla malvolentieri, e purtroppo molte madonne, nere e quindi “scomode” in origine, nel corso dei secoli sono state letteralmente sbiancate.
Legata alle antiche divinità femminili più nascoste e incomprensibili, infere, nel senso di ctonie, terrigene, notturne, celate e non “avvicinabili” da tutti, la Madonna nera è possibile che sia legata a luoghi in cui si custodivano misteri, ovvero dove esistevano vie iniziatiche segrete che si prefiggevano di sperimentarli e rivelarli. E forse uno dei motivi per cui sono nere è proprio questo. Sono oscure perché inconoscibili, e si rivelano veramente solo dopo un lungo e tortuoso percorso.
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2 febbraio 2020
26 gennaio 2016
La Madre delle Acque di San Nazzaro Sesia
Le Vie dell’Acqua
Alla riscoperta delle antiche Madri delle Acque
Santuario della Madonna della Fontana – San Nazzaro Sesia – Novara – PIEMONTE
In questi ultimi giorni, complice un bellissimo brano sulla pagina Dea in Piemonte, sono stata più volte al Santuario della Madonna della Fontana, sotto il cui altare scorre una sorgente naturale le cui acque contengono proprietà guaritive. La prima volta ci sono stata al crepuscolo, era quasi buio, la luna quasi piena brillava nel cielo limpido, e ho potuto bere in solitudine l’acqua sacra, inginocchiata sui gradini coperti di foglie secche. La seconda volta ho scattato la maggior parte delle foto che vedete, e la terza, ovvero ieri, ho potuto finalmente entrare nel santuario – sempre chiuso perché apre solo per le funzioni domenicali pomeridiane – e vedere la sorgente attraverso il vetro dietro l’altare, anche se per via del freddo il vetro era tutto appannato.
Ero in un santuario cristiano, eppure quella nicchia nascosta dietro l’altare era il richiamo dell’antico, il richiamo di un epoca in cui certamente questo luogo era dedicato – e abitato, come forse lo è ancora – dalle divinità femminili acquatiche. La sorgente che passa sotto terra è la stessa.
Ma partiamo dall’inizio con un po’ di storia del luogo. Nel 1591 “Monsignor Vizia”, visitando il posto notò la presenza di un quadretto affisso sul tronco di un antico rovere. Si trattava di un bassorilievo in cotto – ora incorporato nella parte alta e frontale dell’altare – raffigurante la Vergine col bambino. A pochi passi scorreva una sorgente guaritiva, considerata miracolosa. Il religioso fece allora erigere una cappella in onore della Madonna della Fontana.
Alla riscoperta delle antiche Madri delle Acque
Santuario della Madonna della Fontana – San Nazzaro Sesia – Novara – PIEMONTE
In questi ultimi giorni, complice un bellissimo brano sulla pagina Dea in Piemonte, sono stata più volte al Santuario della Madonna della Fontana, sotto il cui altare scorre una sorgente naturale le cui acque contengono proprietà guaritive. La prima volta ci sono stata al crepuscolo, era quasi buio, la luna quasi piena brillava nel cielo limpido, e ho potuto bere in solitudine l’acqua sacra, inginocchiata sui gradini coperti di foglie secche. La seconda volta ho scattato la maggior parte delle foto che vedete, e la terza, ovvero ieri, ho potuto finalmente entrare nel santuario – sempre chiuso perché apre solo per le funzioni domenicali pomeridiane – e vedere la sorgente attraverso il vetro dietro l’altare, anche se per via del freddo il vetro era tutto appannato.
Ero in un santuario cristiano, eppure quella nicchia nascosta dietro l’altare era il richiamo dell’antico, il richiamo di un epoca in cui certamente questo luogo era dedicato – e abitato, come forse lo è ancora – dalle divinità femminili acquatiche. La sorgente che passa sotto terra è la stessa.
Ma partiamo dall’inizio con un po’ di storia del luogo. Nel 1591 “Monsignor Vizia”, visitando il posto notò la presenza di un quadretto affisso sul tronco di un antico rovere. Si trattava di un bassorilievo in cotto – ora incorporato nella parte alta e frontale dell’altare – raffigurante la Vergine col bambino. A pochi passi scorreva una sorgente guaritiva, considerata miracolosa. Il religioso fece allora erigere una cappella in onore della Madonna della Fontana.
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