Grotte di Ara – Grignasco – PIEMONTE
Il Volto del Fauno
Ieri, tornata dopo tanto tempo alle Grotte ti Ara e al loro giardino magico, mi sono fermata ad ascoltare lo scrosciare dell’acqua davanti alla cascata, lasciando che l’umida frescura mi rigenerasse dal calore del sole.
Ad un certo punto ho alzato lo sguardo verso l’alto e ho subito notato che la roccia soprastante mostrava il perfetto profilo di un volto. Un volto spiccatamente maschile. Il volto guarda a sua volta verso l’alto, verso il sole, e guardandolo meglio ho notato che, con un pochino di fantasia, la roccia subito dietro il volto potrebbe assomigliare a un corno arrotolato, come quello delle capre.
Un Fauno, un grande Fauno che emerge dalla roccia e dal verde del sottobosco.
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27 maggio 2020
2 febbraio 2020
Il Santuario di Crea, o la Collina della Madre Bruna
Santuario della Madonna di Crea e Sacro Monte di Crea – Serralunga di Crea – Alessandria - PIEMONTE
La Collina della Madre Bruna
In Piemonte si trovano due fra i luoghi più sacri all’eterno femminino d’Italia. Si tratta di due colline, che originariamente erano dedicate alla Grande Madre e che con l’arrivo della cristianità vennero rese grandi centri cultuali dedicati alla Madonna. Una di queste colline, leggermente meno importante della seconda, è quella del Sacro Monte di Crea, in Monferrato; sulla seconda, invece, sorge niente meno che il grande Santuario di Oropa.
Su entrambe le colline è presente – ed è la meta dei molti pellegrini – una Madonna Nera.
Sulla simbologia della Madonna Nera si potrebbe scrivere un libro intero, e ne sono stati scritti molti, pertanto non mi è possibile approfondirla qui, però una cosa che credo si possa affermare senza sbagliare è che la Madonna Nera è la più misteriosa e ambigua di tutte, tanto che lo stesso clero spesso ne parla malvolentieri, e purtroppo molte madonne, nere e quindi “scomode” in origine, nel corso dei secoli sono state letteralmente sbiancate.
Legata alle antiche divinità femminili più nascoste e incomprensibili, infere, nel senso di ctonie, terrigene, notturne, celate e non “avvicinabili” da tutti, la Madonna nera è possibile che sia legata a luoghi in cui si custodivano misteri, ovvero dove esistevano vie iniziatiche segrete che si prefiggevano di sperimentarli e rivelarli. E forse uno dei motivi per cui sono nere è proprio questo. Sono oscure perché inconoscibili, e si rivelano veramente solo dopo un lungo e tortuoso percorso.
La Collina della Madre Bruna
In Piemonte si trovano due fra i luoghi più sacri all’eterno femminino d’Italia. Si tratta di due colline, che originariamente erano dedicate alla Grande Madre e che con l’arrivo della cristianità vennero rese grandi centri cultuali dedicati alla Madonna. Una di queste colline, leggermente meno importante della seconda, è quella del Sacro Monte di Crea, in Monferrato; sulla seconda, invece, sorge niente meno che il grande Santuario di Oropa.
Su entrambe le colline è presente – ed è la meta dei molti pellegrini – una Madonna Nera.
Sulla simbologia della Madonna Nera si potrebbe scrivere un libro intero, e ne sono stati scritti molti, pertanto non mi è possibile approfondirla qui, però una cosa che credo si possa affermare senza sbagliare è che la Madonna Nera è la più misteriosa e ambigua di tutte, tanto che lo stesso clero spesso ne parla malvolentieri, e purtroppo molte madonne, nere e quindi “scomode” in origine, nel corso dei secoli sono state letteralmente sbiancate.
Legata alle antiche divinità femminili più nascoste e incomprensibili, infere, nel senso di ctonie, terrigene, notturne, celate e non “avvicinabili” da tutti, la Madonna nera è possibile che sia legata a luoghi in cui si custodivano misteri, ovvero dove esistevano vie iniziatiche segrete che si prefiggevano di sperimentarli e rivelarli. E forse uno dei motivi per cui sono nere è proprio questo. Sono oscure perché inconoscibili, e si rivelano veramente solo dopo un lungo e tortuoso percorso.
23 febbraio 2019
La Fata del Colombera
Valle del Lys e Pont Saint Martin – VALLE D’AOSTA
La Fata del Colombera e il Carnevale di Pont Saint Martin
La Valle del Lys è colma di leggende e luoghi sacri dedicati al sacro femminino, e forse qualcuna/o di voi ha già sentito parlare della bellissima Fata del Colombéra, la cui storia è diventata una tradizione che in un certo senso è arrivata fino ai giorni nostri.
La Fata viveva in una grotta incantata scavata nel vallone di Réchanter, e su di lei vengono narrate alcune vicende. Ma forse ciò che è più interessante è proprio l’epilogo della sua storia. La Fata un tempo era molto amata, ma col trascorrere dei secoli i paesani di Perloz, avevano iniziato a non guardarla più di buon occhio, finché le ostilità erano cresciute a tal punto che lei decise di abbandonare i suoi monti. Ma prima, per vendicarsi, scatenò un grande temporale, e lassù dove abitava arrestò il corso del Lys, fece formare un lago, e poi, repentinamente restituì al torrente il suo flusso, che però fu immenso e impetuoso.
La Fata del Colombera e il Carnevale di Pont Saint Martin
La Valle del Lys è colma di leggende e luoghi sacri dedicati al sacro femminino, e forse qualcuna/o di voi ha già sentito parlare della bellissima Fata del Colombéra, la cui storia è diventata una tradizione che in un certo senso è arrivata fino ai giorni nostri.
La Fata viveva in una grotta incantata scavata nel vallone di Réchanter, e su di lei vengono narrate alcune vicende. Ma forse ciò che è più interessante è proprio l’epilogo della sua storia. La Fata un tempo era molto amata, ma col trascorrere dei secoli i paesani di Perloz, avevano iniziato a non guardarla più di buon occhio, finché le ostilità erano cresciute a tal punto che lei decise di abbandonare i suoi monti. Ma prima, per vendicarsi, scatenò un grande temporale, e lassù dove abitava arrestò il corso del Lys, fece formare un lago, e poi, repentinamente restituì al torrente il suo flusso, che però fu immenso e impetuoso.
21 febbraio 2018
Alla ricerca delle sacre acque di Minerva
Duomo di Milano - Milano - LOMBARDIA
Sotto il Duomo di Milano, ovvero alla ricerca delle sacre acque di Minerva
Questo è stato essenzialmente lo scopo della mia visita all’area archeologica sotterranea del Duomo di Milano, dato che di ciò che ci fu un tempo nel luogo non resta praticamente nulla.
Ciò che resta, sotto, molto sotto la superficie, è l’acqua, che però non si vede… anche se in alcuni punti sembra forse di sentirla. Ma cominciamo dall’inizio. Scendendo le strette scale che portano all’area archeologica del Duomo, si accede subito a un complesso davvero affascinante, che non a caso porta il nome di Battistero di San Giovanni alle Fonti. Le Fonti sono infatti la chiave di ricerca, perché nel luogo, in tempi antichi, scorreva molta acqua.
Una grande vasca battesimale è posta al centro del complesso, e si possono vedere i canalini di accesso e di fuoriuscita delle acque sorgive che, riscaldate, riempivano la vasca.
Sotto il Duomo di Milano, ovvero alla ricerca delle sacre acque di Minerva
Questo è stato essenzialmente lo scopo della mia visita all’area archeologica sotterranea del Duomo di Milano, dato che di ciò che ci fu un tempo nel luogo non resta praticamente nulla.
Ciò che resta, sotto, molto sotto la superficie, è l’acqua, che però non si vede… anche se in alcuni punti sembra forse di sentirla. Ma cominciamo dall’inizio. Scendendo le strette scale che portano all’area archeologica del Duomo, si accede subito a un complesso davvero affascinante, che non a caso porta il nome di Battistero di San Giovanni alle Fonti. Le Fonti sono infatti la chiave di ricerca, perché nel luogo, in tempi antichi, scorreva molta acqua.
Una grande vasca battesimale è posta al centro del complesso, e si possono vedere i canalini di accesso e di fuoriuscita delle acque sorgive che, riscaldate, riempivano la vasca.
14 febbraio 2017
La Terra Brigasca
La presenza della Dea Brighid nel Nord Italia
Toponimi e possibili luoghi di culto antichi
La Terra Brigasca
Italia – Piemonte e Liguria – e Francia
La zona della Terra Brigasca è estremamente interessante per questo tipo di ricerca.
Viene chiamata Terra Brigasca “un’area etno-linguistica situata sulle Alpi marittime, al confine tra Francia e Italia e suddivisa tra le province di Cuneo e Imperia, ed il dipartimento delle Alpi Marittime.”
Il paese centrale della Terra Brigasca è Briga Marittima, che un tempo appartenuto alla provincia di Cuneo venne ceduto alla Francia con il trattato di pace di Parigi del 12 febbraio 1947. Allora venne chiamato La Brigue.
La zona della Terra Brigasca che rimase all’Italia venne suddivisa fra Piemonte e Liguria, e un piccolo paese in provincia di Cuneo, appartenente alla Terra Brigasca, riprese il nome antico e divenne Briga Alta.
Toponimi e possibili luoghi di culto antichi
La Terra Brigasca
Italia – Piemonte e Liguria – e Francia
La zona della Terra Brigasca è estremamente interessante per questo tipo di ricerca.
Viene chiamata Terra Brigasca “un’area etno-linguistica situata sulle Alpi marittime, al confine tra Francia e Italia e suddivisa tra le province di Cuneo e Imperia, ed il dipartimento delle Alpi Marittime.”
Il paese centrale della Terra Brigasca è Briga Marittima, che un tempo appartenuto alla provincia di Cuneo venne ceduto alla Francia con il trattato di pace di Parigi del 12 febbraio 1947. Allora venne chiamato La Brigue.
La zona della Terra Brigasca che rimase all’Italia venne suddivisa fra Piemonte e Liguria, e un piccolo paese in provincia di Cuneo, appartenente alla Terra Brigasca, riprese il nome antico e divenne Briga Alta.
3 febbraio 2017
La presenza della Dea Brighid nel Nord Italia
La presenza della Dea Brighid nel Nord Italia
Toponimi e possibili luoghi di culto antichi
La terra su cui abitiamo è sacra. Gli antichi popoli lo sapevano e vivevano in armonia con questa profonda consapevolezza. A seconda delle diverse caratteristiche, i diversi luoghi potevano richiamare diversi volti della Natura, una Natura viva e venerata poiché veniva vista come una Grande Dea Madre, Una eppure fatta di una moltitudine di divinità femminili e maschili che ne ritraevano i differenti aspetti. Così nascevano luoghi dedicati a una Dea piuttosto che a un’altra, a un Dio piuttosto che a un altro, ognuna/o con il proprio tempio, ovvero con le proprie sorgenti, alture, boschi, laghi o pianure dedicate.
Partendo dal presupposto che anticamente – ovvero in epoca pre-romana e romana – si nominavano spesso i centri abitati – ma anche quelli solamente dedicati al culto delle divinità naturali – con nomi che oltre a richiamarne le caratteristiche geografiche li associavano a certe Dee e a certi Dei, possiamo ricreare, poco alla volta, una rete o una mappa di luoghi che un tempo furono probabilmente legati a tali Dee e Dei.
Si conoscono molti luoghi, specialmente nel Centro Italia, il cui nome nacque da quello delle Dee e/o degli Dei che ivi venivano onorati, e che per le loro caratteristiche ne ritraevano l’aspetto morfologico, e quello che vorrei provare a fare è proprio ricreare una mappa di luoghi simili, qui nel Nord Italia.
Toponimi e possibili luoghi di culto antichi
La terra su cui abitiamo è sacra. Gli antichi popoli lo sapevano e vivevano in armonia con questa profonda consapevolezza. A seconda delle diverse caratteristiche, i diversi luoghi potevano richiamare diversi volti della Natura, una Natura viva e venerata poiché veniva vista come una Grande Dea Madre, Una eppure fatta di una moltitudine di divinità femminili e maschili che ne ritraevano i differenti aspetti. Così nascevano luoghi dedicati a una Dea piuttosto che a un’altra, a un Dio piuttosto che a un altro, ognuna/o con il proprio tempio, ovvero con le proprie sorgenti, alture, boschi, laghi o pianure dedicate.
Partendo dal presupposto che anticamente – ovvero in epoca pre-romana e romana – si nominavano spesso i centri abitati – ma anche quelli solamente dedicati al culto delle divinità naturali – con nomi che oltre a richiamarne le caratteristiche geografiche li associavano a certe Dee e a certi Dei, possiamo ricreare, poco alla volta, una rete o una mappa di luoghi che un tempo furono probabilmente legati a tali Dee e Dei.
Si conoscono molti luoghi, specialmente nel Centro Italia, il cui nome nacque da quello delle Dee e/o degli Dei che ivi venivano onorati, e che per le loro caratteristiche ne ritraevano l’aspetto morfologico, e quello che vorrei provare a fare è proprio ricreare una mappa di luoghi simili, qui nel Nord Italia.
23 giugno 2016
Le Grotte di Ara e il culto delle Dee delle Acque
Ara (Grignasco) - Novara - PIEMONTE
Le Grotte di Ara e il culto delle Dee delle Acque
Ci sono luoghi che entrano nel cuore e dei quali si fa fatica a parlare, perchè si preferisce mantenerli segreti, un po' come quando si trova un rifugio magico e si decide di non parlarne troppo... Ho pensato tante volte in questi ultimi anni di parlare di Ara e delle sue Grotte, ma ho sempre trovato la scusa per non farlo. Ora però mi sono resa conto che qualche parola vorrei spenderla, perchè è un luogo a me molto caro.
Comincio semplicemente riportando alcuni brani presenti sul cartellone che descrive la natura del sito, all'esterno del magico Giardino delle Grotte, perchè raccolgono alcune delle cose più importanti:
"In un vecchio manoscritto, un cultore di storia locale così definiva le Grotte di Ara: Tempio delle fate, grotta delle sirene, luogo prediletto dalle sibille. Queste parole racchiudono un'antica tradizione che lascia supporre il ricordo di arcane pratiche magico-rituali, conservate nella memoria collettiva, testimoniate anche dalla pratica di raccogliere i sass bianc, ovvero le quarziti del torrente Magiaiga, dove defluisce dalle grotte per trarre da queste pietre energia e benessere.
(...)
La grotta, originariamente chiusa come testimonia il grande arco rimasto, divenne con molta probabilità un luogo sacro con tutte le connotazioni di un santuario delle acque (...). Probabilmente in epoca preromana e romana, in questo sito si svolgevano pratiche rituali legate all'elemento femminile e vitale per eccellenza: l'acqua.
Ricordiamo che anche la grotta del laghetto sul Monte Fenera presenta evidenti tracce di grotta cultuale connessa alla raccolta delle acque di stillicidio."
Le Grotte di Ara e il culto delle Dee delle Acque
Ci sono luoghi che entrano nel cuore e dei quali si fa fatica a parlare, perchè si preferisce mantenerli segreti, un po' come quando si trova un rifugio magico e si decide di non parlarne troppo... Ho pensato tante volte in questi ultimi anni di parlare di Ara e delle sue Grotte, ma ho sempre trovato la scusa per non farlo. Ora però mi sono resa conto che qualche parola vorrei spenderla, perchè è un luogo a me molto caro.
Comincio semplicemente riportando alcuni brani presenti sul cartellone che descrive la natura del sito, all'esterno del magico Giardino delle Grotte, perchè raccolgono alcune delle cose più importanti:
"In un vecchio manoscritto, un cultore di storia locale così definiva le Grotte di Ara: Tempio delle fate, grotta delle sirene, luogo prediletto dalle sibille. Queste parole racchiudono un'antica tradizione che lascia supporre il ricordo di arcane pratiche magico-rituali, conservate nella memoria collettiva, testimoniate anche dalla pratica di raccogliere i sass bianc, ovvero le quarziti del torrente Magiaiga, dove defluisce dalle grotte per trarre da queste pietre energia e benessere.
(...)
La grotta, originariamente chiusa come testimonia il grande arco rimasto, divenne con molta probabilità un luogo sacro con tutte le connotazioni di un santuario delle acque (...). Probabilmente in epoca preromana e romana, in questo sito si svolgevano pratiche rituali legate all'elemento femminile e vitale per eccellenza: l'acqua.
Ricordiamo che anche la grotta del laghetto sul Monte Fenera presenta evidenti tracce di grotta cultuale connessa alla raccolta delle acque di stillicidio."
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